La furia anti-Pd di Travaglio, placata dai fatti (e pure dal Fatto) #confrontodem

Le nuove frontiere giornalistiche esplorate dal Fatto Quotidiano contemplano una creatura inedita: l’articolo che smentisce il titolo. Nel pieno della bufera legata agli arresti e alle indagini esplose sul caso Stadio della Roma, il giornale di Travaglio, come recita il manuale della distrazione di massa, sbatte in prima pagina un titolone che dovrebbe far molto discutere: “Parnasi dà al Pd 50mila euro per Sala”. Dare spazio al fatto che il costruttore Luca Parnasi, ora in manette, si trovava a cena con l’avvocato fedelissimo di Di Maio e Casaleggio, Luca Lanzalone, ora ai domiciliari, e con l’eminenza grigia della Lega di Salvini, Giancarlo Giorgetti, cinque giorni dopo le elezioni, a parlare di governo, sembrava poco originale.

Il terremoto politico-giudiziario sta investendo i nuovi sodali giallo-verdi? Bene, allora Travaglio decide che è meglio aprire con una non notizia che riguarda il Pd. Peccato che a smentire il titolo sensazionalistico, sia lo stesso articolo di Marco Lillo. In cui Sala spiega: “Per la campagna elettorale, il Pd nazionale mi ha in parte finanziato direttamente e in parte veicolato alcuni suoi finanziatori. Tra questi anche la signora Maria Luisa Mangoni, moglie di Sandro Parnasi, per la somma di 50mila euro… tutto è ovviamente avvenuto con modalità tracciabili e nel rispetto delle norme di legge ed è stato inserito nel rendiconto già depositato presso la Corte d’Appello e reso pubblico nel 2016”. Caso chiuso, quindi. O meglio, nessun caso. Per tutti, tranne che per Travaglio.
Fonte: Democratica – di Stefano Cagelli
del 15 Giugno 2018
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