Elezioni regionali, Rocca e Fontana vincono senza problemi. Centrodestra oltre il 50% in Lazio e Lombardia. Crolla l’affluenza, Roma è un caso

Fratelli d’Italia si stabilizza ma non travolge gli alleati, Salvini può cantare vittoria in Lombardia (anche per il tonfo di Moratti)

Alle 15 di oggi, lunedì 13 febbraio, si sono chiusi i seggi in Lazio e Lombardia, aperti dalle 7 di ieri per il rinnovodelle rispettive amministrazioni regionali. E se il risultato non è mai stato in discussione, fin dai primi exit poll, alcuni elementi non del tutto attesi arrivano dai risultati dei singoli partiti. Con Fratelli d’Italia che vince, ma non distrugge i suoi alleati e un Partito democratico che almeno per il momento non subisce il tracollo che alcuni leader temevano. Non buono il risultato del Movimento cinque stelle, come quello del Terzo polo ed è allarmante l’elemento dell’affluenza: 40% il dato complessivo, 37,2 nel Lazio e 41,67% in Lombardia. Particolarmente significativo il dato della capitale, dove l’affluenza si è fermata al 33,1%, la più bassa di sempre.

I primi exit poll

Fin dall’inizio della giornata elettorale, stando ai primi exit poll di Opinio Rai, entrambe le Regioni vedrebbero la netta affermazione della coalizione di centrodestra, con entrambi i governatori candidati (Francesco Rocca e Attilio Fontana) accreditati di circa il 50%. Nel dettaglio, in Lombardia si prospetta una riconferma del governatore uscente Fontana (Lega): i primi exit poll di Opinio Rai prevedono una sua affermazione con una forchetta del 49,5-53,5%, staccando l’avversario di centrosinistra (sostenuto anche dal M5s) Pierfrancesco Majorino, che si fermerebbe tra il 33 e il 37%, così come l’ex sindaca di Milano Letizia Moratti, sostenuta dal Terzo Polo, accreditata del 9,5-13,5%. Previsioni simili nel Lazio. L’ex presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, candidato del centrodestra, diventerà secondo gli exit poll il nuovo governatore con il 50,5-54,5% dei voti. L’ex assessore regionale alla Sanità e candidato del centrosinistra (compreso il Terzo Polo) Alessio D’Amato si fermerebbe al 30-34%, mentre la giornalista Donatella Bianchi, candidata dal M5s, arriverebbe terza col 10,5-14,5% delle preferenze.

Le prime proiezioni

La direzione politica evidenziata dagli exit poll appare confermata oltre ogni dubbio dalle prime proiezioni di voto fornite sempre dal consorzio Opinio Rai. Secondo le proiezioni sul 12% delle schede scrutinate, nel Lazio Francesco Rocca si affermerebbe col 51,4%, lasciando D’Amato indietro al 35,3% e Donatella Bianchi all’11,3%. Affermazione ancor più netta – secondo la prima proiezione sul 5% delle schede – per Fontana in Lombardia, accreditato del 54,4%, con Majorino fermo al 33,6% e Letizia Moratti appena sopra il 10 (10,1%).

Fratelli d’Italia stabile, Salvini recupera, Forza Italia bene nel Lazio (ma non in Lombardia)

Ad emergere con chiarezza, oltre all’esito della competizione per i nuovi governatori, sono anche i nuovi rapporti di forza politici – dentro e tra le coalizioni. A sorpresa, rispetto ai sondaggi e forse anche rispetto alle preoccupazioni interne alla maggioranza, Fratelli d’Italia non travolge i suoi alleati, alla seconda proiezione Swg/La7 in Lombardia il partito di Giorgia Meloni è primo partito con il exploit del 23,4%, il Carroccio recupera al 16,3% e il partito di Silvio Berlusconi al 7,2% (6,5% rimanente raccolto dalla lista civica di Fontana). Secondo gli exit poll, nel Lazio la performance di Fdi è altrettanto stabile, la prima proiezione Swg/La7 accredita il partito della premier al 31,5%, lasciando agli alleati le briciole: Forza Italia al 10,4% e Lega al 9%. Dall’altra parte del fronte politico, il Pd si attesterebbe al 19,7% in Lombardia e al 19,7% nel Lazio. Il M5s al 6% in Lombardia e all’11% nel Lazio. Per il Terzo polo, Moratti presidente arriva al 10,6%.

Affluenza a picco

Crolla l’affluenza alle urne: secondo i dati del ministero dell’Interno, alle urne è andato nel complesso meno del 40% degli elettori (39,8%), con un andamento lievemente differente tra Lazio (37,2%) e Lombardia (41,6%). Un calo verticale rispetto alla precedente tornata del 2018, quando – si votava allora in un’unica giornata – alle urne era andato nel complesso oltre il 70% degli elettori. Il trend astensionista era apparso chiaro già ieri, nella prima giornata di voto, che si era chiusa con meno di un terzo delle schede “potenziali” depositate: alle 23 di ieri avevo votato secondo il Viminale il 26,28% degli aventi diritto nel Lazio, il 31,78%in Lombardia.

Fonte: OPEN

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