Così la figlia di Matteo Messina Denaro rinnega il padre: «Non voglio sapere niente, io non esisto e non so nulla»

Lorenza Alagna non lo ha mai incontrato. Con la madre ha vissuto nella casa dei parenti a Castelvetrano. Le altre donne del boss

Lorenza Alagna è la figlia di Matteo Messina Denaro. Lei il padre non lo ha mai incontrato. È nata dal rapporto del boss con Francesca Alagna, datato 1995. La donna è rimasta incinta l’anno dopo. La ragazza è crescita insieme alla madre senza vedere nessuno nella casa della mamma del boss. Quando stava per compiere 18 anni ha ricevuto il via libera per allontanarsi da Castelvetrano. Il Fatto Quotidiano oggi riporta le sue parole dopo l’arresto del padre: «No, guardi, non voglio sapere niente. Se ne può andare da dove è venuta», è la prima replica. La casa di Lorenza, che nel frattempo ha avuto un bambino, si trova in una delle arterie principali di Castelvetrano. Ci vive con il suo compagno e il figlio. Fino a ieri è stata sorvegliata dalle forze dell’ordine nella speranza di un passo falso del padre.

La rottura familiare

Ma questo non è mai accaduto. Anche perché quella della famiglia è una storia tormentata. La figlia è nata il 17 dicembre 1996. All’epoca Matteo Messina Denaro era ricercato da tre anni. E aveva intrecciato un rapporto con Francesca (o Franca), sorella del commercialista Michele Alagna. Che è finito nelle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia per le indagini su Carmelo Patti, patron della Valtur. Il sospetto è che i soldi di Messina Denaro fossero stati reinvestiti in attività lecite. Ma le sentenze hanno smentito l’interpretazione. Per la figlia il boss ha scelto il nome della nonna Lorenza Santangelo, moglie di Don Ciccio. Ma non è stata mai riconosciuta ufficialmente. «Io non conosco mia figlia. Non l’ho mai vista. Il destino ha voluto così. Spero che la vita si prenda tutto da me per darlo a lei (…). Non conoscere i propri figli è contro natura», scriveva il super latitante firmandosi Alessio nel suo scambio epistolare con Svetonio, alias Antonino Vaccarino, l’ex sindaco di Castelvetrano.

Le altre donne: Andrea Hasleher e Maria Mesi 

«Quanto vorrei l’affetto di una persona e, purtroppo, questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino», ha scritto qualche tempo fa lei su Facebook. Poi le telecamere del Tg2 l’hanno raggiunta sotto casa: «Non voglio stare sotto i riflettori! Basta, io sono una ragazza normalissima come tutte le altre e voglio essere lasciata in pace: fate finta che io non esista». Tra le altre donne nella vita di Messina Denaro, ricorda oggi La Stampa, c’è Andrea Hasleher. Una giovane austriaca di cui il boss si era innamorato. Tanto da ordinare l’omicidio del direttore dell’hotel di Selinunte dove lei lavorava d’estate. Maria Mesi è invece quella che è stata più vicina al boss negli anni. «Sei la cosa più bella che ci sia», le scrisse Messina Denaro in un pizzino intercettato dagli investigatori.

Franca Alagna e la sorella Patrizia 

Nel 1995, ricostruisce ancora il quotidiano, il rapporto con Franca Alagna da cui nasce Lorenza. Fondamentale invece è stata la sorella Anna Patrizia Messina Denaro. Una delle pochissime persone di cui si fidava. A lei erano affidati i messaggi attraverso cui il boss comandava dentro Cosa Nostra. Per questo è stata condannata a 14 anni di carcere per associazione mafiosa. Ora è il momento della nipote Lorenza Guttadauro. È l’avvocata scelta dal boss per difenderlo. Ma soprattutto, è la figlia di Filippo Guttadauro e Rosalia Messina Denaro, sorella di Matteo. Lorenza Guttadauro è sposata con Luca Bellomo, che nel 2014 era finito in carcere con l’accusa di essere l’ultimo ambasciatore del padrino. La professionista ha anche difeso la zia Anna Patrizia e il fratello Francesco, arrestati con l’accusa di essere il braccio operativo del capomafia.

Il procuratore e la borghesia mafiosa

Intanto il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia spiega oggi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera che cos’è la “borghesia mafiosa” che avrebbe protetto la latitanza di Messina Denaro. «Per me la borghesia mafiosa è quel mondo amorale al quale appartengono alcuni esponenti delle professioni, della politica e dell’imprenditoria. Allenati da generazioni a risolvere i problemi attraverso la mediazione di una mafia sempre disponibile». Il procuratore promette di indagare «su chi lo ha protetto. Consentendogli praticamente indisturbato, fino a lunedì, di curarsi in una delle strutture mediche più note di Palermo. Indagheremo per capire chi gli ha consentito il tenore di vita agiato che ha condotto. E lavoreremo per ricostruire l’intera sua latitanza, non limitandoci all’ultimo periodo, per comprendere come abbia governato Cosa nostra». L’ex procuratrice Teresa Principato ha invece dettoche Messina Denaro è stato protetto dalla massoneria. 

In copertina: il quadro trovato nella casa natale di Messina Denaro a Castelvetrano; da Repubblica

Fonte: OPEN

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