«Ora nostra figlia ha due mamme: c’è scritto anche sul passaporto», esulta la coppia che aveva sfidato Salvini

Le due madri avevano lanciato un appello a Giorgia Meloni quando e novembre era andata a Bali con la figlia: «Vogliamo i tuoi stessi diritti»

Rory Cappelli ed Eugenia Romanelli ce l’hanno fatta di nuovo. Sul passaporto della loro bambina, le due donne sono indicate entrambe come «madre», nonostante il decreto del 2019 stabilisse che un i genitori di un bambino, nei documenti ufficiali, debbano essere identificati come «padre e madre». «Ce lo passiamo di mano in mano, fresco di stampa. C’è scritto: “Madre: Rory Cappelli e Eugenia Romanelli“», scrivono le due donne su la Repubblica di Roma, forti di un «documento internazionale riconosciuto dal governo italiano che rappresenta correttamente la sua situazione familiare». Cappelli e Romanelli erano andate a processo per vedere riconosciute le loro istanze, e un mese fa il tribunale di Roma aveva definito il decreto dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini «un eccesso di potere», consentendo a ciascuna delle parti della coppia di apparire sulla carta d’identità della piccola come «genitore». Per il passaporto, il discorso si era complicato, perché sul documento la dicitura viene normalmente declinata in “padre” o “madre”.

L’iter giudiziario e l’appello a Giorgia Meloni

Una battaglia, chiariscono le due madri, che è stata vinta grazie al fatto che entrambe sono riconosciute giuridicamente come genitori della bambina. Un percorso giuridico particolarmente accidentato, spiegano, dato che le famiglie omogenitoriali non sono «contemplate da alcuna legge nonostante esistano di fatto», anche se – informa la Repubblica – nel nostro Paese sarebbero già più di mille. Nel loro intervento alla testata romana, Cappelli e Romanelli, mandano infine un messaggio alla premier Giorgia Meloni, dopo che lo scorso mese le avevano lanciato un appello per vedere i loro diritti riconosciuti dopo che la premier si era recata a al G20 di Bali con la figlia, cosa che le donne non avrebbero potuto fare data la mancanza di passaporto per la piccola. «Noi non siamo dei codici, noi siamo delle persone e difenderemo la nostra identità», dicono le due alla presidente del Consiglio, citando l’ormai storico discorso «Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana». 

In copertina: LA REPUBBLICA / Guido Fuà | Rory Cappelli ed Eugenia Romanelli con la loro bambina

Fonte: OPEN

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