Elon Musk: «Un chip di Neuralink entro sei mesi sarà nel cervello di un essere umano»

Il piano del tycoon per superare le disabilità motorie, restituire la vista ai ciechi e migliorare la salute degli affetti da Parkinson e Alzheimer 

Un dispositivo wireless sviluppato dalla società di chip Neuralink finirà entro sei mesi nel cervello di un essere umano. Lo ha detto Elon Musk durante l’evento“Neuralink Show and tell” che ha presentato le ultime novità dell’azienda. Tra queste c’è l’interfaccia per chip cerebrali che potrebbe consentire ai pazienti disabilidi muoversi e comunicare di nuovo. «Prima di inserire un dispositivo in un essere umano vogliamo essere estremamente attenti e certi che funzioni bene. Ma abbiamo inviato la maggior parte dei nostri documenti alla Food and Drugs Administration e pensiamo che probabilmente tra circa sei mesi dovremmo essere in grado di averlo», ha detto Musk. Interpellata da Reuters, la Fda non ha commentato l’annuncio del patron di Tesla e Twitter.

Neuralink Corporation si occupa di sviluppare interfacce neurali impiantabili. Nei piani di Musk l’azienda, con base nella Bay Area di San Francisco e ad Austin in Texas, dovrebbe produrre un chip che controlli sistemi elettronici complessi per permettere di superare le disabilità motorie. Si studiano anche possibili applicazioni in malati di Parkinson e Alzheimer. Ma finora l’azienda non è stata in grado di rispettare le tempistiche che si è data. Avrebbe dovuto far partire la sperimentazione sull’uomo alla fine del 2022. E nel frattempo la concorrente Syncron ha già impiantato un dispositivo in un paziente per la sperimentazione. Le prime due applicazioni per l’uomo del dispositivo Neuralink riguarderanno il ripristino della vista e l’abilitazione al movimento dei muscoli nelle persone che non possono farlo. «Probabilmente riusciremo a far funzionare la vista anche in chi è cieco dalla nascita», ha sostenuto Musk. L’ultima presentazione pubblica di Neuralink, che risale all’aprile 2021, mostrava una scimmia che giocava con i videogames attraverso il chip

Fonte: OPEN

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