Il grande amico di Salvini abbandona Salvini: Senna va con il Terzo Polo

Da giorni si parlava del suo addio. Ora il consigliere regionale della Lombardia lascia la Lega e aderisce al gruppo di Calenda e Renzi. Il Carroccio perde pezzi 

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l grande amico di Matteo Salvini abbandona Salvini. In Lombardia si consuma un addio clamoroso. Il consigliere regionale Gianmarco Senna abbandona la Lega e passa con il Terzo Polo. Non è un semplice leghista. È il leghista con cui Salvini passava la notti a parlare di politica e ragionare di Lombardia. Proprietario di alcuni locali a Milano,  è nelle “hamburgherie” di Senna che inizia l’assalto al cielo da parte di Salvini. In quei locali nasce una comunità di destino che scala il partito: Salvini, Lorenzo Fontana, Luca Morisi, Andrea Paganella, Eugenio Zoffili, Fabrizio Cecchetti (attuale segretario della Lega lombarda) Senna e la ex moglie di Salvini, Giulia Martinelli oggi “regista” in regione Lombardia con un ruolo di primo piano nella giunta di Attilio Fontana, capo segreteria.


In sofferenza da tempo, Senna aveva ottenuto uno scarso risultato alle comunali. Da giorni, nella Lega si parlava del suo addio. Aderisce al Terzo polo, significa che è pronto a tirare la volata a Letizia Moratti, candidata alla regionali con Calenda. La Lega continua a perdere pezzi. Il comitato Nord , la corrente di Umberto Bossi, prosegue con la sua attività di proselitismo. 

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Al sud, la Basilicata, la guida del partito, è stata affidata a Vincenzo Pepe. Ex parlamentare non eletto, è stato recuperato con questo incarico e come consulente di Salvini. In questi giorni in libreria è arrivato il libro di Luca Zaia che racconta di una Lega moderna “I pessimisti non fanno fortuna” (Marsilio). Venerdì ci saranno i funerali di Bobo Maroni. A battersi affinché fossero funerali  di stato due leghisti: Giancarlo Giorgetti e Stefano Candiani. Prima della morte la Lega ha avversato Maroni . Non gli hanno mai perdonato la sua collaborazione al Foglio. Lo chiamavano “traditore”. Erano una famiglia. Si sta sfasciando, piano piano, tra lacrime e porte sbattute.

Fonte: Il Foglio

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