Piantedosi: «Non accettiamo lezioni sui diritti umani. Ocean Viking in Francia? Era importante affermare un principio»

Il ministro difende la decisione di trattenere a bordo delle navi umanitarie i naufraghi salvati nel Mediterraneo: «Sono al sicuro»

Le indiscrezioni ventilavano che il titolare del Viminalenon avrebbe fatto alcun riferimento al braccio di ferro in corso con le Ong nel Mediterraneo, oggi pomeriggio, nel corso della presentazione del calendario della Polizia di stato, breve cerimonia alla presenza del capo della Polizia, Lamberto Giannini. All’uscita dalla pienissima sala approntata per l’occasione, però, Matteo Piantedosiha voluto rimarcare la sua posizione, anche dopo la recente decisione del governo francese di accogliere in un proprio porto la Ocean Viking, nave umanitaria battente bandiera francese: «Ci interessava affermare un principio» ha sottolineato il ministro. Sulle accuse circa il mancato rispetto dei diritti umani, ipotizzato dalla Commissione europea e dall’Onu, Piantedosi dice di essere convinto di aver rispettato la legge: «Ci sono ricorsi nelle sedi competenti, ma i naufraghi non sono in mare sono al sicuro. Noi rispettiamo i termini di legge». Non tollera invece, le critiche arrivate in questi giorni sull’espressione «carico residuale» usata in conferenza stampa per parlare di coloro che considerati non meritevoli di protezione sono stati lasciati a bordo delle navi umanitarie nel porto di Catania: «Se vi volete fermare all’esegesi delle espressioni burocratiche fate pure, ma non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani».

Fonte: OPEN

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