Reintegro dei sanitari no vax e stretta sui rave party: cosa c’è nel decreto varato dal Consiglio dei Ministri

Governo Meloni, il primo decreto: reintegro dei sanitari no vax e stretta sui rave party

Nel “decreto Giustizia e Covid” varato oggi in Consiglio dei Ministri, il governo ha mosso i primi passi in merito alla gestione della pandemia e sull’adozione della riforma Cartabia, oltre ad aver inserito una stretta sui rave party come quello appena smantellato nel Modenese. La seduta è durata un’ora e mezza, e l’esecutivo ha deciso di raggruppare tutti i provvedimenti già annunciati in un unico documento. Per quanto riguarda l’emergenza sanitaria, è stato disposto lo stop all’obbligo vaccinale per medici e infermieri a partire da domani (e non più dal 31 dicembre come inizialmente previsto), con il progressivo reintegro del personale non vaccinato. Dietrofront invece sulle mascherine: la disposizione iniziale era quella di rimuovere l’obbligo di indossarle in ospedali e Rsa, ma si è scelto di mantenerle per tutelare le persone più fragili: dovranno indossarle i medici, gli infermieri e anche i visitatori.

Due capitoli del decreto sono poi dedicati alla Giustizia: rinviata al 30 dicembre l’entrata in vigore della riforma penale dell’ex Guardasigilli Marta Cartabia, mentre sull’ergastolo ostativo l’accesso ai benefici penitenziari per i condannati per i reati di mafia e terrorismo sarà possibile “anche in assenza di collaborazione con la giustizia” solo se il reo ha risarcito le vittime del danno e se ha dimostrato “attraverso elementi specifici” di aver interrotto ogni rapporto con la criminalità organizzata. “Un provvedimento simbolico di cui andar fieri”, dice Giorgia Meloni, riferendosi alla condizione che riguarda anche esponenti della criminalità organizzata.

Un passaggio specifico poi sui rave party: per chi organizza questo genere di eventi occupando abusivamente edifici o terreni è prevista una pena fino a 6 anni di carcere, triplicata rispetto ai 2 attualmente previsti. Multe da 1.000 a 10.000 euro e si procede d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”. Al termine del Consiglio dei ministri, inoltre, è stata approvata anche la lista dei sottosegretari e dei viceministri.

Fonte: TPI

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