Macron a Roma: «Ho provato a parlare con Putin, ma l’unica pace possibile è quella che decideranno gli ucraini» – Il video

Il presidente francese lo ha detto nel suo intervento all’assemblea interreligiosa di Sant’Egidio

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha raggiunto Roma per partecipare, tra gli altri impegni, all’assemblea interreligiosa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio: Il grido della pace. Nel suo intervento all’incontro si è espresso in merito al conflitto in corso in Ucraina, ricalcando i concetti espressi pochi minuti prima da Sergio Mattarella: «Non lasciamo che la pace oggi sia catturata dal potere russo. Oggi la pace non può essere la consacrazione della legge del più forte né il cessate il fuoco che definirebbe uno stato di fatto», ha esordito. Il Capo di Stato francese afferma che «una pace è possibile», ma «è quella che loro decideranno – ha detto riferendosi agli ucraini – e che rispetterà i diritti del popolo sovrano». Respinge inoltre l’ipotesi di una «neutralità» rispetto al conflitto. «Non potevamo rimanere al margine di quello che sta succedendo. Oggi c’è un popolo aggredito e dall’altra parte dei dirigenti che hanno deciso di attaccare, di invadere, di umiliare. Rimanere neutrali vorrebbe dire che esiste la legge del più forte. Questo io non lo condivido», ha spiegato.

I tentativi di dialogo con Mosca

«Parliamo di pace, di questo grido della pace proprio nel momento in cui gli ucraini e le ucraine si battono per resistere, per difendere la loro dignità, per proteggere le loro frontiere e la loro sovranità», ha aggiunto. Il leader di Parigi ha inoltre affermato di «avercela messa tutta» per «costruire un dialogo con Vladimir Putin», ma confessa di non avere «la risposta su come siamo arrivati a tutto ciò». D’altronde, aggiunge, «non c’è nessuna risposta che possa giustificare, spiegare, legittimare alcunché». Macron definisce l’invasione russa dell’Ucraina come «frutto del nazionalismo esacerbato che si è nutrito dell’umiliazione scaturita dalla distruzione dell’impero sovietico». La Russia, prosegue, «si è isolata dal resto del mondo e si è convinta che c’erano delle minacce». «Si è convinta che il resto del mondo avrebbe cercato di distruggerla», conclude.

Fonte: OPEN

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