Cingolani resta consulente di Meloni a titolo gratuito. Sarà il Figliuolo del gas per tutto l’inverno

Il ruolo di advisor è stato “concordato con Draghi e con Meloni”, continuerà il suo lavoro sul price cap sul gas e sul rigassificatore di Piombino

L’ex ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani lavorerà come consulente del Governo di Giorgia Meloni. Lo annuncia il suo successore, il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Una sorta di “Figliuolo del gas”, come anticipato da Huffpost nelle scorse settimane, per centralizzare il dossier a Palazzo Chigi. 

L’invito di Meloni a Cingolani perché rimanesse ministro era stato declinato, ma il rapporto fra i due è buono ed è stato costante nel periodo dalla vittoria elettorale fino all’insediamento del nuovo premier. 

La collaborazione di Cingolani non sarà retribuita, “lo faccio con spirito costruttivo”, spiega all’Adnkronos l’ex ministro, aggiungendo che “il ruolo è stato concordato con Draghi e con Meloni” e lo porterà a continuare il suo lavoro sul price cap sul gas e sul rigassificatore di Piombino. La mission è “superare l’inverno vista l’emergenza che ci troviamo a fronteggiare”.

Secondo quanto si apprende infatti l’incarico è fissato fino a fine marzo, quindi per la gestione dell’inverno più complicato per quanto riguarda le forniture di gas e per il negoziato in corso a Bruxelles. Martedì la prossima riunione europea: “Domani faccio il passaggio di consegne e valuteremo” ha detto Pichetto Fratin, che ha ricordato che martedì c’è anche il voto di fiducia al Governo Meloni in Parlamento.  

Parlando con l’agenzia di stampa Dire, l’ex ministro Cingolanti conferma: “Ora aspetto di veder definito il mio ruolo, ma sottolineo che il mio incarico sarà gratuito e senza delega, non firmerò nulla. Sarò un consulente per quel che può servire a chiudere i dossier energetici aperti in Europa e facilitare la transizione, a servizio della presidente del Consiglio e del nuovo ministro”, precisa. “Mi è stato chiesto di continuare a dare una mano per chiudere i dossier aperti in Europa, per i provvedimenti che sono stati messi in campo proprio dall’Italia, come il price cap sul gas e il disaccoppiamento dei prezzi dell’elettricità”.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni “mi ha chiesto di dare continuità all’azione di governo, e credo sia un atto dovuto e importante”, prosegue, su questo “ho sentito anche il presidente Draghi che mi ha detto di dare certamente una mano, per assicurare la massima continuità a tutte le azioni europee”. Su questi provvedimenti, che auspicabilmente avranno un effetto diretto e positivo sulle bollette di gas e elettricità, “siamo in dirittura di arrivo, ci sono da fare le ultime cose, quindi cerchiamo di chiudere il prima possibile”, dice Cingolani.

Rispetto all’esperienza di governo “sin dal primo giorno ho detto che c’è un tempo per i tecnici e uno per la politica, ma poi il Parlamento è sovrano”, ricorda l’ormai ex titolare del Mite, “avevo la mia competenza da mettere a disposizione e ne sono stato molto felice come cittadino. Ne sono stato contentissimo e ho fatto quel che dovevo – conclude – e adesso torno alla vita e al mio lavoro”.

Fonte: HUFFINGTONPOST

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