Fico sui privilegi da ex presidente della Camera: «Avrò solo l’ufficio». La risposta a Di Battista: «Non accetto lezioni»

Non godrà di nessuna indennità, né dei rimborsi spese e neanche dell’auto blu l’ex presidente della Camera che puntualizza alle indiscrezioni di stampa. E chiude il suo comunicato con un messaggio chiaro all’ex parlamentare M5s

È dura la reazione dell’ex presidente della Camera Roberto Fico contro chi lo accusa di non rispettare i principi del partito decidendo di non rinunciare all’ufficio a Montecitorio. Nello specifico, era stato Alesandro Di Battista a commentare la notizia amareggiato: «Spero si tratti di una menzogna». Fico non menziona direttamente Di Battista, ma gli risponde: «Da presidente della Camera» – scrive su Facebook – «ho rinunciato a 300mila euro di indennità di carica in poco meno di cinque anni, cui si aggiungono 130mila euro cui ho rinunciato da Presidente della Vigilanza Rai. E in questi anni ho restituito più di 300mila euro dei miei stipendi alla comunità. Per un totale di oltre 700mila euro». «E adesso» – continua – «da ex Presidente della Camera come è giusto non avrò diritto a nessuna indennità, nessuna diaria e a nessun rimborso spese, ma solo ad un ufficio alla Camera per un tempo limitato, come previsto dalle norme di Montecitorio». Il post ha raccolto il commento positivi dell’ex ministro alle infrastrutture e trasporto Danilo Toninelli: «Grande Roberto. Sappiamo chi sei!».

L’ufficio della discordia

Nelle scorse ore era circolata l’indiscrezione, ora confermata, secondo la quale Roberto Fico non lascerà del tutto Montecitorio, nonostante non si sia candidato per il limite dei due mandati, ma manterrà un ufficio e uno staff così come previsto per tutti gli ex presidenti. Il presidente del Consiglio di garanzia M5s traslocherà nell’ufficio che fu di Pier Ferdinando Casini, secondo quanto riportano Repubblica e Corriere della Sera, nell’altana di Montecitorio. «Spero che si tratti di una menzogna» aveva commentato Alessandro Di Battista, preparandosi all’ennesima delusione da parte degli ex compagni di partito. Fico dovrebbe mantenere nel suo staff due collaboratori, assunti fino alla fine della legislatura. L’ufficio si trova appena sotto la terrazza del palazzo, dalla quale, nel settembre del 2013, i deputati pentastellati srotolarono lo striscione “Giù le mani dalla Costituzione” in vista di un ddl sulle riforme. Lo staff dell’ex presidente della Camera fa sapere a Open che Fico rinuncerà degli altri privilegi che gli spetterebbero, tra cui figurano la copertura delle spese di viaggio e un’auto blu. Quest’ultima porta alla mente quando Fico si recò al Palazzo in autobus per il suo primo giorno da presidente, salvo poi preferire l’auto istituzionale durante il resto della legislatura.

Fonte: OPEN

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