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“Ma tu sapevi?”

“Ma tu sapevi?”

La violenta uscita di Grillo contro Salvini spiazza Di Maio e i suoi, che stavano pianificando di ammorbidire gli attacchi personali. Il leader leghista: “Non capisco perché ora io sia diventato il male assoluto”

Le anticipazioni dell’intervista di Beppe Grillo a Sette piombano sulla scrivania di Luigi Di Maio a metà mattino. Velocemente fanno il giro degli smartphone di colonnelli e vertici della comunicazione. “Ma tu sapevi?”, è la domanda che rimbalza di messaggio in messaggio, di incontro in incontro. Il fondatore, per usare un eufemismo, prende di petto Matteo Salvini: “Ritengo le sue idee allo stesso livello dei dialoghi di uno spaghetti western. Lo manderei a calci a fare il suo lavoro al Viminale”. Non esattamente un buffetto.

Il punto è che Grillo non ha concordato nulla con nessuno. Non ha avvisato nemmeno quelli a lui più vicini. Di persona in persona, di cellulare in cellulare, il “ma tu sapevi?” incassa una serie di no. Perfino Pietro Dettori, oggi con Di Maio ma per anni ombra dell’ex comico, sembra non sapesse nulla. La war room del capo politico minimizza: “Beppe è Beppe, lo sai com’è, va a ruota libera, non ha filtri”. E non vede intenti strettamente politici nel suo intervento. Traduzione: non è un’uscita artatamente costruita per destabilizzare il governo. Certo, chi lo conosce poi fa notare come l’ex comico è nato e cresciuto in un ambiente culturalmente di sinistra, i suoi solidi trascorsi con Renzo Arbore, Renzo Piano testimone di nozze, la sua pur provocatoria iscrizione al Partito democratico per contendere la segreteria. “Per Beppe Salvini è un troglodita”. Punto

Il fondatore non ne ha mai fatto mistero, riservandogli schiaffoni ben distribuiti qua e là nei suoi spettacoli e nelle rare uscite pubbliche da quando ha fatto un passo indietro dalla guida del Movimento. Ma, al contempo, Di Maio e i suoi sono sempre stati consapevoli che Grillo avrebbe potuto spingersi ben più in là, che una parola piazzata bene in una delle fasi delicate di quest’anno di governo sarebbe potuta essere la palla di neve all’origine della valanga. Il crinale è sempre stato percorso con baldanza spericolata, con il rischio di mettere un piede in fallo metro dopo metro. “Speriamo che almeno non ci faccia campagna contro”, scherzava un big M5s appena ieri alla domanda se sarebbe salito sul palco per la chiusura a Roma del tour delle europee.

Un’uscita che questa volta ha portato a un passo dal capitombolo. Perché avvenuta proprio mentre la strategia comunicativa M5s si stava ricalibrando. Questione morale come necessità per il paese e non “colpa” di un’intera forza politica, collocazione europea, battaglia di idee. Insomma, stop ad attacchi frontali e personali. Ed ecco che arriva Grillo e tira un cazzotto in faccia all’avversario. “Gli abbiamo dato il pretesto che lui aspettava per scendere sul suo terreno”. Detto, fatto. “Gli insulti quotidiani di Grillo e degli alleati mi spiacciono perché io sono fedele, mantengo la parola” – ha spiegato ai giornalisti che lo incalzavano – Lavoriamo insieme da quasi un anno e non capisco perché per Grillo e Di Maio io sia diventato il male assoluto”. Il capo politico in privato minimizza, scarica tutto sul carattere strabordante e istrionico del fondatore.

Il punto è che, sia pur nella convinzione che non succederà, qualora il segretario del Carroccio il 27 maggio o giù di lì staccasse la spina un piano B vero e proprio non c’è. “Siamo pronti ad andare a votare”, spiegano i vertici stellati, spiegando che il Movimento di battaglia recupererebbe naturalmente una forza e una freschezza che il Movimento di governo non ha. Ma ammettendo che sarebbe dannoso, perché le possibilità di tornare nella stanza dei bottoni sarebbero assai scarse, almeno nell’immediato. E così si valuta un possibile rimpasto, volendo spostare meno caselle possibili, sapendo che Difesa, Salute e soprattutto Trasporti fanno gola agli alleati. Ma con un punto fermo che al momento non vacilla: no a un’alleanza con il Pd. Questo almeno fino alla domenica elettorale. All’alba del lunedì successivo partiranno i titoli di testa di un film totalmente nuovo.

Fonte: www.huffingtonpost.it
By Pietro Salvatori – 16/05/2019

Link: https://www.huffingtonpost.it/entry/ma-tu-sapevi_it_5cdd8f6de4b09648227ca252?cci&utm_hp_ref=it-homepage

“Non capisco perché ora io sia diventato il male assoluto” #confrontodem
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