“Vecchia schifosa, hai imparato molto bene a memoria la tua bugia”, negazionisti insultano Liliana Segre

La senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, ha risposto al messaggio che ha ricevuto sui social.

Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, è stata nuovamente attaccata sul web. Gli insulti sono crudeli: “Vecchia schifosa hai imparato molto bene a memoria la tua bugia”.

La senatrice ha raccontato di avere ricevuto il messaggio sui social e di avere denunciato il fatto alla polizia postale, ma che a causa dell’anonimato non è stato possibile risalire al mittente.

Liliana Segre ha parlato ai professori e accademici dell’Accademia dei Lincei a Roma nell’incontro “Il futuro della memoria”, dove ha affrontato anche il tema dell’odio che è nostro dovere “Combattere ogni giorno”.

E in questa occasione la senatrice ha risposto all’insulto che ha ricevuto in rete: “Spesso siamo criticati, trattati da pazzi. O da bugiardi. Viviamo in un brutto momento”.

“Ora che, per motivi di calendario, carnefici e vittime di quella stagione stiamo morendo uno dopo l’altro, noi pochi sopravvissuti siamo in prima linea. Spesso siamo lodati ma veniamo anche criticati, trattati da pazzi. O anche da bugiardi. Viviamo in un brutto momento in cui i negazionisti, che vogliono far dimenticare e vogliono cancellare la memoria, si fanno sempre più avanti, e sempre più forti…”.

Liliana Segre ha raccontato anche della speranza che ha trovato negli occhi dei bambini che incontra nelle scuole: “Quegli sguardi e i messaggi che poi ricevo sono un motivo di soddisfazione un grande balsamo”.

ha ribadito la sua contrarietà alla decisione del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di cancellare la traccia di Storia dall’esame di Maturità: “C’è una sacralità della Memoria e una scelta di questo tipo è profondamente sbagliata”.

Sempre sul tema della scuola, la senatrice sopravvissuta alla Shoah ha raccontato delle leggi razziste emanate dal fascismo nel 1938 e della sua storia personale: “Io appartenevo a una famiglia ebrea ma laica, anzi atea. Chi mi voleva bene, in famiglia, non riusciva a spiegare cosa fosse accaduto. Io mi ero sentita fino a quel momento una bambina di 13 anni uguale a tutte le altre. Improvvisamente scoprii cosa significasse essere diversi”.

“Ci fu l’indifferenza nei confronti di noi ebrei, noi 40.000 italiani colpiti da una legge razzista. Nessuno si voltò verso di noi. E ancora oggi c’è una grande ignoranza sulla nostra comunità. Quando chiedo quanti siamo noi ebrei italiani, anche in ambienti universitari sento rispondere ‘mezzo milione, un milione, addirittura due milioni e mezzo, ma eravamo e siamo ancora solo 40.000”.

Liliana Segre ha raccontato anche il suo arrivo al Senato dopo la nomina del Presidente Mattarella come senatrice a vita: “Ho detto che a 13 anni ero stata una richiedente asilo, e che quell’asilo mi venne negato sul confine svizzero, e che poi ero stata deportata, usata come operaia schiava nei campi di sterminio. Che non avevo alcun merito nell’arrivare in quell’aula: solo essere sopravvissuta all’odio, a un genocidio che colpiva persone colpevoli solo di essere nate”.

Fonte: www.tpi.it – Di Clarissa Valia  08 Mar. 2019

Link: https://www.tpi.it/2019/03/08/liliana-segre-insulti-social/?fbclid=IwAR2gPZxBRrsxY03GirobstW3UMI9UhUIhhLk7flv1m_TkiE48ftteEg8vhw

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