Delrio: “Guai se nel Pd sarà guerra fra renziani e antirenziani”

Intervista a Graziano Delrio di Giovanna Casadio – La Repubblica

«Matteo non è in campo, quindi è ancora più assurdo fare un congresso renziani/antirenziani. Se Maurizio Martina si candida, può aiutare ad evitare una cosa del genere». Graziano Delrio, capogruppo dem ed ex ministro delle Infrastrutture, tra gli amici personali e i sostenitori della prima ora di Matteo Renzi, si smarca.

Delrio, ma lei, che è stato tra i primi supporter di Renzi, pensa che ci voglia un Pd in continuità con il passato o che cambi radicalmente dopo la pesante sconfitta del 4 marzo, come propone Nicola Zingaretti?

«Zingaretti non è stato generoso con la stagione precedente. Il cambiamento non è un giudizio sul passato, ma una risposta alle esigenze del presente. Quindi, ogni stagione ha bisogno di una sua cornice. Si deve cambiare per interpretare il presente e prepararsi al futuro. Penso che proprio uno dei meriti della stagione di Renzi sia stato introdurre una costante di cambiamento. Il Pd tutto può essere tranne che un partito di conservazione. Sull’Europa, ad esempio, anche noi vogliamo il cambiamento ma non è quello dei sovranisti che la picconano».

Lei, quindi, appoggia Martina. Perché?

«Appoggerò, se ci sarà, il progetto di Martina come punto di aggregazione di una generazione di quarantenni, che raccolga le energie giovani di diverse culture democratiche, anche cattoliche. E mi interessano i contenuti messi in campo al Forum di Milano, anche grazie a Tommaso Nannicini, di economia più sostenibile e innovativa, di europeismo, sui temi dell’uguaglianza e del welfare».

Però ha deciso di staccarsi dall’area renziana, che invece sostiene Marco Minniti.

«C’è un’area riformista dem che sarà di certo interpretata anche da Minniti, ma non solo. Ci sono sensibilità diverse. Io stimo tutti e dico a tutti: stiamo vicini. Non siamo nel congresso precedente, oggi Renzi non è in campo. Per me è più attuale porre il tema del rinnovamento».

Minniti non la convince? Sulle politiche per l’immigrazione avete avuto uno scontro.

«Abbiamo avuto confronti franchi e leali. Conservando stima e amicizia, come spero facciano i candidati. Ma tra Marco, Nicola e Martina immagino un confronto civile e spero che decidano insieme le regole fondamentali. È importante affinare lo spirito e il patrimonio ideale dei democratici conservando ad ogni costo l’unità. Che si trovino, loro sì, a cena per decidere come gestire questi mesi e che le diversità siano alla fine un arricchimento e non una divisione. Il nostro nemico è la destra che sta portando l’Italia a perdere le conquiste raggiunte su lavoro, crescita e welfare, che sta smantellando l’unica misura efficace contro la povertà, il reddito di inclusione».

Incognita Renzi: starà ancora dentro il Pd o lascerà il partito per creare un’altra forza politica?

«Penso che non uscirà dal Pd. Lo ha sempre negato, io gli credo. Matteo è stato ed è fondamentale per l’area democratica. L’azione del suo governo decisiva per la ripresa del Paese. Come allora, quando iniziammo con Renzi, io penso a forze giovani come Debora Serracchiani. Spero anche che Martina e Matteo Richetti si parlino, perché insieme renderebbero più forte la loro proposta. Il frazionamento eccessivo delle candidature anche in questa fase iniziale non è un dramma, ma personalmente mi auguro una semplificazione. Meglio un mix più unitario».

L’opposizione del Pd al governo gialloverde è sembrata spesso assente o poco incisiva.

«Il Pd ha fatto sempre una dura opposizione a un governo che danneggia l’Italia. Alcune battaglie dal Parlamento si sono allargate alle piazze: dalla protesta contro il blocco dei fondi alle periferie che ha coinvolto i sindaci alla battaglia contro i condoni, a quella contro il decreto Di Maio sul lavoro».

Se cadesse il governo, si va a votare o si può pensare a quel confronto con i 5Stelle che Renzi ha bloccato?

«Mi sembra davvero difficile un accordo, le politiche dei M5S sono ormai gregarie rispetto a quelle della destra di Salvini, dall’immigrazione ai condoni. Oltre che sparare contro tutto quello che hanno fatto i governi di centrosinistra, salvo poi andare a inaugurare le opere da noi avviate».

Fonte: www.partitodemocratico.it – del 19 Novembre 2018

Link: https://www.partitodemocratico.it/partito/intervista-delrio-guai-se-nel-pd-sara-guerra-fra-renziani-e-antirenziani/?fbclid=IwAR1VbyqtHliu1pQglNL3NwyVFIh9RVgj037i5V3KDX3fCZmKofTNGs6vOEA

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