Governo battuto sul condono. Passa un emendamento di Forza Italia con il voto dell’M5s De Falco e l’astensione di Nugnes

Undici senatori M5s vogliono cambiare il decreto Genova. La fronda grillina chiede anche di cancellare le nuove regole sui fanghi

Per la prima volta, dall’inizio della legislatura, il governo gialloverde è stato battuto, in gergo si dice “è andato sotto”. Nelle commissioni riunione Ambiente e Lavori pubblici scoppia il caos. E’ stato appena approvato un emendamento presentato da Forza Italia al decreto Genova contro il condono di Ischia su cui i rappresentanti dell’esecutivo avevano dato parere negativo. Gregorio De Falco ha votato con i gruppi di opposizione, mentre Paola Nugnes si è astenuta. I volti della maggioranza sono segnati da uno sconforto mai vissuto prima. De Falco viene lasciato solo nell’aula della commissione. I senatori grillini corrono negli uffici del gruppo: “E adesso che facciamo?”. Parte il giro di telefonate, la consultazione con i vertici e con Vito Crimi che in commissione, insieme a Edoardo Rixi della Lega, rappresenta il governo.

Ed ecco la nota del capogruppo Stefano Patuanelli che prova a rassicurare: “La maggioranza resta solida. Due persone hanno tradito l’impegno preso con i cittadini: Gregorio De Falco e Paola Nugnes. I lavori in commissione vanno avanti e in Aula correggeremo questa spiacevole stortura”. L’umore degli M5s è nero, vige un silenzio tombale. Sembrano essere sotto shock: per la prima volta l’esecutivo si misura con una battuta d’arresto e potrebbe non essere finita qui. In più tutto ciò è successo è stato provocato dal Movimento 5 Stelle che da sempre obbliga alla compattezza tanto da far sottoscrivere ai suoi parlamentari regole che impongono il vincolo di mandato, dunque l’obbligo di votare insieme al gruppo parlamentare al quale ci si iscrive, andando contro quanto previsto dalla Costituzione.

L’emendamento che ha avuto il via libera della commissione prevede la soppressione, nell’articolato sul condono edilizio di Ischia, del riferimento alla legge del 1985, quella voluta da Craxi, la “più permissiva”, spiegano le opposizioni. Dunque, per le istanze di condono presentate in base alle leggi del 1994 e 2003 non vale il riferimento alla legge del 1985. Il Pd esulta con Matteo Renzi che ringrazia i 5Stelle che hanno votato in dissenso.

La battaglia dei dissidenti grillini si è articolata su tre direttrici: condono, fanghi e idrocarburi. L’opposizione interna al Movimento 5 Stelle si è mossa infatti su questi temi con in mano una ventina di emendamenti e ordini del giorno. Questa volta i senatori grillini che si sono opposti alle decisioni del governo sono undici, più del doppio rispetto ai dissidenti del decreto Sicurezza. E De Falco e Nugnes si sono già fatti sentire in commissione e adesso vanno incontro all’espulsione.

Nel decreto Genova a preoccupare buona parte del mondo del pentastellato è, oltre al condono a Ischia, la questione ambiente, battaglia storica pentastellata: “Mi possono anche cacciare, ma io sono a posto con la mia coscienza. Sono loro che hanno cambiato idea”. A parlare con l’Huffpost è Saverio De Bonis, senatore al suo primo mandato. Si aggira preoccupato per i corridoi di Palazzo Madama mentre le commissioni Ambiente e Lavori pubblici stanno esaminando le proposte di modifica in una corsa contro il tempo per evitare che il decreto possa scadere.

Dissidi che stanno emergendo già in commissione dove in alcuni casi il risultato delle votazioni si è attestato in un pareggio, che al Senato vale come voto contrario. Fino alla debacle a tarda sera, quando il governo viene battuto. Pur non essendo di fronte agli ottanta emendamenti presentati al decreto sicurezza, si parla comunque di modifiche sostanziali che cambierebbero buona parte del testo concepito dal governo. Nel mirino c’è l’articolo 41 che prevede nuove regole per lo sversamento dei fanghi da depurazione nei campi agricoli, autorizzando lo sversamento anche in presenza di concentrazioni elevate di diossine, pcb e idrocarburi. Ben undici senatori M5s, per non parlare di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni, chiedono lo stralcio dell’articolo. A chiedere modifiche sono senatori come De Falco, Nugnes, Fattori già sotto la lente di ingrandimento dei probiviri, ma anche tanti altri.

Mentre a guidare la battaglia sul condono è De Falco, quella sui fanghi se l’è intestata De Bonis, già presidente dell’associazione GranoSalus prima di entrare in Parlamento. “La mia non è una polemica, io queste cose le ho studiate – dice – la magistratura aveva già bocciato questi limiti previsti dal decreto. E’ un favore a Roberto Maroni. La Lombardia può smaltire i fanghi portandoli in discarica, non distribuendoli in altri territori. Io ho fatta battaglie per evitare gli spaghetti al diserbante e ora come faccia a proporre quelli al carburante o alle diossine? E’ di fondamentale importanza evitare la presenza di contaminanti nel suolo che vanno a inficiare la nostra agricoltura”.

E poi un messaggio al capo M5s e ai componenti del governo: “Bisogna praticarla la battaglia per l’ambiente non annunciarla e basta. Noi dobbiamo rispondere con la coscienza da parlamentari”, aggiunge De Bonis ricordando che il programma con cui M5s si è presentato alle elezioni prevedeva “una migliore gestione e tutela dei fanghi. Il problema è che al Nord non sanno come gestire questi fanghi e noi dobbiamo fare un favore alla Lega”. Il primo scivolone si è verificato su Ischia. L’articolo sui fanghi deve ancora essere esaminato.

Fonte: www.huffingtonpost.com – del 13 Novembre 2018

di Gabriella Cerami

Link: https://www.huffingtonpost.it/2018/11/13/undici-senatori-m5s-vogliono-cambiare-il-decreto-genova-la-fronda-grillina-chiede-di-cancellare-le-nuove-regole-sui-fanghi_a_23588503/?utm_hp_ref=it-homepage

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