Caos-prescrizione: 5Stelle e Lega ai ferri corti. Si aspetta il vertice Salvini-Di Maio

Lo scontro nella maggioranza sulla prescrizione non si placa tanto che Luigi Di Maio è costretto a convocare un vertice ad hoc con i suoi (ministri e capigruppo) per dipanare la matassa e spegnere i riflettori sulla nuova grana. Stefano Patuanelli, capogruppo grillino al Senato, è lapidario: «Come possiamo pretendere che i cittadini si sentano sicuri e abbiano fiducia nella Giustizia  se introduciamo pene più severe con il decreto Sicurezza senza garantire anche la certezza di queste pene?».

 Prescrizione, faccia a faccia Salvini-Di Maio

A mettere una pezza ci pensa Anna Macina, portavoce 5Stelle in commissione Affari costituzionali di Montecitorio: «Non dobbiamo confondere prescrizione e ragionevole durata del processo, che, come dovrebbe essere noto a chi mastica il diritto, sono due cose ben distinte. Infatti, ricordiamo che oggi, chi si ritiene danneggiato da un processo interminabile, sia civile che penale, può chiedere un indennizzo allo Stato, secondo quanto già previsto dalla Legge Pinto». Ben altra cosa è la prescrizione, che  trova fondamento nell’interesse dello Stato a perseguire un determinato reato – spiega la Macina – e che è invece diventato un pericoloso strumento spesso indebitamente utilizzato solo per sottrarre i colpevoli alla giustizia. Chi afferma, dunque, che con la prescrizione non si garantisce il principio della ragionevole durata del processo confonde o vuole semplicemente alimentare polemiche. Con la nostra proposta, invece, vogliamo risolvere un problema gravissimo ed oggettivo, e lo stiamo facendo in un momento in cui possiamo garantire anche un piano straordinario di assunzioni nel settore dell’amministrazione giudiziaria, così da consentire davvero che i processi si svolgano in tempi rapidi, senza negare giustizia a nessuno, ma con la certezza che chi sbaglia paga».

Terreno scivoloso, il governo in impasse

Inutile negare che lo scontro nel governo è proprio su tempi dei processi e decreto immigrazione. I grillini stanno usando il primo per indebolire l’approvazione della stretta sull’immigrazione voluta da Matteo Salvini e per nascondere (dietro la fiducia) i problemi interni con i riottosi. Terreno scivoloso: in un primo tempo il sottosegretario Molteni aveva chiesto una sospensione fino alle 13 in attesa della bollinatura del ministero a un emendamento del governo, poi lo slittamento e la notizia di un faccia a faccia Salvini-Di Maio per fare pace prima dei telegiornali delle 20. «Quando si tocca la giustizia bisogna essere sempre molto attenti – ha spiegato il ministro dell’Interno – la Lega è nata per combattere corrotti e corruttori. Quello che vorrei evitare sono i processi infiniti. La riforma della prescrizione c’è nel contratto e si farà».

Fonte: www.secoloditalia.it – del 06 Novembre 2018

di – Stefania Campitelli

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