Mentana attacca la manovra: “Il grande assente è il futuro”

“Il problema vero è il futuro lavorativo dei giovani. E se ci pensate, il grande assente della manovra di cui si sta parlando tanto è proprio il futuro”. L’ha detto il direttore del telegiornale di La7 Enrico Mentana, intervenendo oggi alla terza edizione di Wired Next Fest di Firenze.

Durante l’incontro il giornalista ha anche commentato la situazione politica attuale, dal fallimento della sinistra (“che non è solo in Italia: è una crisi globale”), all’accanimento contro le ong (“una vergogna”), ai flussi migratori: “I migranti”, ha evidenziato, “non sono tutti uguali. Nessuno si lamenta per filippini al parco o dei pakistani che quando piove ti vendono l’ombrello. Ma bastano tre persone di colore davanti alla stazione ed è emergenza sociale”.

In chiusura, il direttore di Wired, Federico Ferrazza, ha incalzato Mentana sugli insulti del portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, ai dipendenti del ministero delle Finanze. “Faccio il giornalista dal 1970 e Casalino sta a mezza classifica quanto a capacità di offendere”, ha replicato Mentana. “Ha dalla sua o contro di lui, a seconda di come la pensiate, l’innovazione tecnologica. Non corriamo l’errore di pensare che quello che per noi è scorretto sia considerato così da tutti gli altri. Pensate a Trump: aveva tutta la stampa contro e ha vinto le elezioni americane. Il ditino alzato è il boomerang dei benpensanti”.

Rivolgendosi alla platea, il giornalistaha parlato anche del suo nuovo progetto editoriale, dal nome ancora sconosciuto (nome in codice al momento: Gol, acronimo di giornale online), e di politica. “Non voglio essere l’alternativa al reddito di cittadinanza”, ha scherzato il direttore, citando la redazione che sta formando selezionando giovani giornalisti. “Ma se ci saranno utili, spero di poter assumere altri ragazzi. Gol sarà un’impresa a scopo sociale, non avrà scopo di lucro: l’utile sarà tutto reinvestito nel progetto”. Mentana vuole un giornale che parli ai ventenni: “Pensiamo al corridoio di un buon ateneo, ci sono ragazzi di 20-25 anni che chiacchierano tra una lezione e l’altra. Di cosa parlano? Della manovra, di Salvini e Di Maio? Forse per l’1% del loro tempo”, ha concluso.

Fonte: www.msn.com

del 29 Settembre 2018

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