Fallimenti aerei (veri). Master al Mit, lavoro a McKinsey e titolo di prof (falsi). Il fake Cv di Intrieri, l’esperto di Alitalia

Roma. Fallimenti, curriculum gonfiato e titoli millantati. Ci si chiede com’è possibile che un personaggio del genere sia consulente del ministero delle Infrastrutture. La spiegazione, l’unica possibile, è che il titolare del ministero è Toninelli. Gaetano Intrieri (nella foto a destra) – l’esperto nominato nella Struttura tecnica di missione del Mit – non è solo un sedicente professore bancarottiere condannato per essersi intascato, da amministratore delegato della fallita compagnia aerea Gandalf, quasi mezzo milione di euro. E’ molto di più. Ma anche molto di meno.

Neppure la condanna in Cassazione a 2 anni e quattro mesi, rivelata da Giacomo Amadori sulla Verità, per aver dirottato nelle proprie tasche quasi 480 mila euro presi dalle casse della compagnia aerea Gandalf, fallita nel 2004 e di cui Intrieri è stato per cinque mesi amministratore delegato, ha fatto interrompere il rapporto con il Mit. Su questi temi una volta il M5s non faceva sconti agli avversari, ma il legame con Toninelli è talmente forte che il ministro non vuole separarsi di un tecnico che si occupa di importanti dossier. Intrieri è l’uomo che avrebbe “smontato il contratto in essere tra la Difesa e Alitalia”, il cosiddetto Air Force Renzi, una delle più brillanti operazioni di propaganda del M5s. Ma soprattutto è colui che, per conto di Toninelli, sta gestendo le operazioni di nazionalizzazione e rilancio industriale di Alitalia.

Dalla sua ha il curriculum: avrebbe un Master in business administration (Mba) al Massachusetts Institute of Technology (Mit), una delle più prestigiose università al mondo; avrebbe lavorato per otto anni in McKinsey, una delle più importanti multinazionali della consulenza strategica; sarebbe professore all’Università di Roma Tor Vergata; avrebbe una grande esperienza nella ristrutturazione delle compagnie aeree. Usiamo il condizionale perché questo è ciò che dichiara l’esperto di Toninelli, ma poco o nulla di tutto ciò corrisponde alla realtà. Partiamo dall’Mba al Mit. Intrieri scrive sul suo profilo Linkedin di averlo conseguito nel 1989-90 e lo ha ribadito il 17 maggio 2018 in una audizione in Senato sulla vicenda Alitalia (“Ho studiato in America, dove ho avuto la fortuna di frequentare un Mba”) e lo ripete spesso su Twitter. Il dubbio però sorge quando, proprio sul social network, scrive ripetutamente di essere stato allievo del premio Nobel “Pietro” Modigliani (“Tanto rispetto per Savona, abbiamo avuto lo stesso maestro il più grande di tutti si chiamava Pietro Modigliani”; “Papà con tanti sacrifici mi mandò a studiare in Usa con il numero uno della storia dell’economia finanziaria e della finanza strutturata si chiamava Pietro Modigliani”). C’è un problema: è vero che Modigliani ha vinto il Nobel e che insegnava al Mit, ma non si chiamava Pietro. Si chiamava Franco, come sa chiunque mastichi un po’ di economia. Il puntiglioso prof. Riccardo Puglisi, economista all’Università di Pavia e cacciatore di titoli accademici gonfiati, che insieme al Foglio ha notato lo svarione, ha scritto al Mit per chiedere se realmente Intrieri abbia preso un Mba: “Non abbiamo traccia di alcun individuo registrato come studente con questo nome”, rispondono da Boston. L’unico Mit dove Intrieri ha messo piede è quello di Roma, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e solo per merito di Toninelli. Intrieri dice di aver preso, recentemente, un secondo Mba in Bocconi (che in realtà sarebbe il primo), e questo è vero. L’università conferma al Foglio che ha avuto uno studente con quel nome.

Resta il falso master al Mit, una cosa non da poco. Ma per il M5s non è un problema, visto che ne aveva dichiarato uno tarocco alla Shenandoah University anche Rocco Casalino che è poi stato premiato con l’incarico di portavoce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E’ invece importante che il superconsulente di Toninelli abbia dalla sua una lunga esperienza nella consulenza strategica: “Avevo 25 anni ed ero in McKinsey che è la consulting firm numero uno al mondo”, scrive su Twitter. E ancora: “Ho passato 8 anni a lavorare nella più grande società del mondo nella revisione dei bilanci, in McKinsey & Partner”. Anche in questo caso l’osservatore attento inarca il sopracciglio, perché si chiama McKinsey & Company. Niente “Partner”. E infatti dalla società fanno sapere al Foglio di non aver mai avuto tra i loro dipendenti un “Gaetano Intrieri”.

Vabbè, niente Mba al Mit e niente carriera da McKinsey, ma almeno è professore a Tor Vergata. Non proprio. Anche se lui si definisce tale, l’università, contattata dal Foglio, dice che “il dott. Intrieri non è un dipendente del nostro Ateneo. Per il master in Ingegneria dell’impresa ha insegnato fino all’a.a. 2016/2017 per due moduli da tre lezioni ciascuno” e pertanto “non è corretto definirlo docente di Tor Vergata”. Eppure il “dott. Intrieri”, così lo chiama l’università, continua a spacciarsi “come prof. Intrieri di Tor Vergata”, da ultimo pochi mesi fa in audizione al Senato.

Ok, non sarà nemmeno professore, ma visto che il suo compito è il rilancio della rinazionalizzata Alitalia (“il marchio più rappresentativo del nostro paese all’estero insieme al marchio Ferrari”, ha detto in Senato), quantomeno ha esperienze nel risanamento delle compagnie aeree. Non proprio. Dopo la bancarotta fraudolenta di Gandalf, Intrieri è stato amministratore delegato di Club Air con cui, già nel 2008, si era offerto per il salvataggio di Alitalia. In realtà cercava un salvatore, perché la sua Club Air è fallita pochi mesi dopo, a inizio 2009. Poi è stato Ad di Italia Tour Airlines, sorta dalle ceneri di Club Air e fallita a fine 2009. Infine a maggio 2011 è diventato Ad di Eagles Airlines: “Non c’è alcuna ipotesi di fallimento e stiamo studiando nuove operatività”, diceva. Dopo pochi giorni la compagnia ha cambiato nome in “PRiMA – Aero Trasporti Italiani”, poco prima (scusate il bisticcio di parole) di chiudere i battenti a novembre dello stesso anno. Ora, nonostante questa storia di insuccessi alle spalle, il ministro gli affidato il compito di rilanciare Alitalia.

Fonte: Il Foglio – di Luciano Capone

del: 19 Settembre 2018

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