Matteo Renzi attacca il governo: “Non stanno mantenendo le promesse, sanno solo fare dirette su Facebook”

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi attacca il governo Conte: “Tanti spot sui giornali, ma tra un censimento e l’altro c’è qualcuno che possa censire – o almeno ricordare – tutte le promesse della campagna elettorale? Nel primo consiglio dei ministri avevano promesso di abolire la Fornero, fare la Flat Tax al 15%, introdurre il reddito di cittadinanza con 780€ al mese che diventavano 1680€ per una famiglia con due figli, rimpatriare seicentomila clandestini. E invece il Governo è fermo a zero. Se oggi tre milioni e mezzo di pensionati ricevono la quattordicesima dipende dall’ultima nostra legge di Bilancio, quella licenziata dal Governo a settembre 2016, quella che introduceva il REI, il piano Industria 4.0, e appunto gli aiuti per i pensionati più poveri, non è per le dirette Facebook dei due vice premier”.

Dopo una settimana di assenza dai social, Matteo Renzi torna a parlare e lo fa attraverso la sua tradizionale enews e un post pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Ho fatto un piccolo esperimento. Per una settimana non ho letto i quotidiani, non ho controllato i social, non ho aggiornato i miei profili. Ovviamente mi sono tenuto informato su quello che succedeva intorno a me e del resto ero in Senato, non alle Maldive. Non ho replicato a una caterva di schifezze scritte sul mio conto. Prima o poi qualche giornalista indipendente scriverà due righe sulle modalità con le quali in questi anni la mia vita e quella della mia famiglia sono state mediaticamente massacrate da false notizie, false prove, falsi scoop. E meno male che noi non abbiamo mai fatto sparire 48 milioni di finanziamento pubblico o non abbiamo mai avuto una colf in nero, noi. Altrimenti ti immagini cosa avrebbero scritto di noi? Dovrò usare la parte finale di questa email per parlare dei fatti miei, dunque: spero che mi perdonerete”, spiega l’ex presidente del Consiglio.

“Due considerazioni politiche: il tempo vola e il nuovo Governo ha già compiuto un mese. Decreti approvati: due. Uno per dare una proroga ai benzinai sulla fatturazione elettronica, uno per affrontare la questione del Tribunale di Bari. Tanti spot sui giornali, ma tra un censimento e l’altro c’è qualcuno che possa censire – o almeno ricordare – tutte le promesse della campagna elettorale? Nel primo consiglio dei ministri avevano promesso di abolire la Fornero, fare la Flat Tax al 15%, introdurre il reddito di cittadinanza con 780€ al mese che diventavano 1680€ per una famiglia con due figli, rimpatriare seicentomila clandestini. E invece il Governo è fermo a zero. Anche questa settimana la Camera dei Deputati non lavora perché non c’è niente all’ordine del giorno. Niente”, attacca Renzi.

“Se oggi tre milioni e mezzo di pensionati ricevono la quattordicesima dipende dall’ultima nostra legge di Bilancio, quella licenziata dal Governo a settembre 2016, quella che introduceva il REI, il piano Industria 4.0, e appunto gli aiuti per i pensionati più poveri, non è per le dirette Facebook dei due vice premier. Se oggi i dati ISTAT dicono che la disoccupazione è ai minimi da anni, non è per l’azione di questo Governo. Occorrerà una grande, faticosa, battaglia culturale per spiegare che non di solo spot vive l’uomo. Sono pronto a farla, amici, indipendentemente dal ruolo politico”.
“Questa battaglia culturale servirà anche sul tema dell’immigrazione. Loro hanno approcciato il tema bloccando due navi di poveri malcapitati in mezzo al Mediterraneo. Pensavano di cambiare la linea dell’Europa prendendo in ostaggio qualche centinaio di disperati, scommettendo sulla paura. Ma se scommettono tutti sulla paura in Europa, succede il patatrac per l’Italia. E infatti a Bruxelles è passata la linea dei paesi dell’Est: hanno vinto quelli con cui Salvini vuole allearsi, quelli che credono che l’Europa funzioni tirando su i muri. Un giorno, temo presto, ricorderemo la gestione grillo-leghista sull’immigrazione come il più incredibile autogol mai fatto dai nostri in Europa. Non do un giudizio sotto il profilo umanitario, ma banalmente utilitario: ci siamo chiamati il problema in casa, vedrete. Quello che accade in Germania adesso è solo l’inizio. Noi invece pensiamo che l’Europa funzioni abbattendo i muri, come accaduto da Berlino in poi. Ma sarà una battaglia durissima, culturale, di valori, di ideali. Anche di simboli, certo. Ma sarà una battaglia che faremo insieme. Mi sono dimesso da segretario del PD, non mi sono dimesso da cittadino italiano. Darò una mano perché l’Italia dei miei figli non sia un’Italia segnata dalla paura e dal sospetto, ma sia l’Italia del coraggio”.

Il PD ha perso la maggior parte dei ballottaggi. E qualcuno ha dato a me la responsabilità. Ancora? Mi fa piacere essere considerato l’alibi per tutto, ma questa lettura del voto è poco più che una barzelletta. Credo necessario fare chiarezza: scriverò sul PD con calma nei prossimi giorni in vista dell’Assemblea Nazionale del 7 luglio.

“Lascia la politica per fare TV”, scrivono alcuni siti. Vorrei essere chiaro: ad oggi ho il 100% di presenze agli oltre duecento voti in aula e nelle sedute in Commissione: media talmente perfetta che ovviamente non riuscirò a tenere ma che la dice lunga su come stia seriamente rispettando il mandato affidatomi dagli elettori del mio collegio. Ho deciso anche di realizzare uno speciale televisivo sulla mia città, Firenze, perché credo che più il dibattito politico diventa barbaro, più c’è bisogno di valori, di bellezza, di cultura. Questo progetto televisivo su Firenze ha l’ambizione di parlare ai cuori delle persone, cercando di raggiungerle anche oltre i confini nazionali. Sono emozionato al pensiero di lavorare su una sfida così affascinante ma è tutta un’altra cosa rispetto alle Fake-News sul trasformarmi in uno showman di provincia. Chi vedrà quelle immagini si renderà conto del tentativo di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, uno sguardo sul presente, non solo uno sguardo sul passato.

“Compra una villa faraonica a Firenze, chissà con quali soldi”. Se devo credere a ciò che leggo sul web, siamo almeno alla settima casa acquistata dalla mia famiglia negli ultimi dodici mesi. Da mesi stiamo cercando di comprare una bella casa con tre stanze da letto a Firenze vendendo la nostra bella casa con tre stanze da letto a Pontassieve. Ci sarà da pagare una differenza che copriremo con un mutuo. Tutte le proprietà immobiliari devono essere giustamente denunciate dai parlamentari, in nome della massima trasparenza. Dunque: basterà attendere e verificare. Ma da tre giorni il web è pieno di spazzatura con commenti stile “Chissà a chi ha rubato per farsi la “faraonica villa””: cercheremo di replicare colpo su colpo chiedendo risarcimento danni per tutte le falsità che leggiamo. Ma più sottile è la critica di chi ti dice: ma perché a gennaio hai detto che avevi solo 15.000€ in banca e adesso compri casa? Svelo un segreto. Sono stato eletto parlamentare e prendo un ottimo stipendio. Non avendo più attività di Governo posso avere ulteriori entrate, tutte pubbliche, tutte trasparenti. Queste entrate mi permettono persino di prendere un mutuo. Funziona così, da qualche secolo e non solo in Italia. Quello che volevo dire con la pubblicazione del conto corrente è che al Governo uno non si arricchisce come pensano i populisti e i malpensanti. Se fai bene il tuo lavoro finisci che hai 15.000€ in banca, sorridente e grato. Se fai altro, ma se non sei al Governo, rispettando le leggi e in modo corretto, è più facile fare soldi. Tutto qui. Comunque a questo punto se chiudo l’operazione immobiliare vi avviso. Potremo decidere in autonomia di far dormire i nostri figli maschi nella stessa stanza o secondo voi dovrò chiedere un’autorizzazione ai giornalisti del Fatto Quotidiano?

Fonte: Fanpage.it – di Charlotte Matteini

del 02 Luglio 2018

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