Anzaldi (PD): “Sulla villa di Renzi finto scandalo per coprire quello dello stadio di Roma”

La villa acquistata per (pare) 1milione e 300 mila euro dall’ex premier Matteo Renzi è al centro delle polemiche. Polemiche che l’onorevole Michele Anzaldi giudica “pretestuose”. Anzaldi spiega che, molto semplicemente, Matteo Renzi ha venduto casa fuori città e ne ha cercato un’altra, come fanno moltissime famiglie, rinvestendo i soldi della vecchia nella casa nuova.

“Sono sbalordito”, spiega Alzaldi, “dallo spazio che media e social stanno riservando alla casa dell’ex segretario Pd: ogni giorno abbiamo nuove prove su quanto fosse diramato nel profondo del Movimento 5 stelle il ruolo dell’avvocato Lanzalone, i cui referenti politici erano Virgina Raggi e Luigi Di Maio, ma c’e’ chi preferisce occuparsi di un semplice cambio casa”.

“Dalle dichiarazioni ufficiali e da quello che si legge sui giornali – prosegue Anzaldi – Renzi avrebbe deciso di lasciare la villa che aveva in campagna per prendere una casa in citta’: dov’e’ lo scandalo? Qualcuno ha notizia di presunti illeciti? No, eppure si montano paginate. La solita operazione di distrazione di massa, mentre c’e’ un’inchiesta, come quella dello Stadio della Roma, che annuncia colpi di scena e tira in ballo persone di primo piano del governo M5s-Lega, a partire dal ministro della Giustizia Bonafede. Renzi è un politico che pur avendo ricoperto tanti ruoli, da presidente della provincia a sindaco, fino a presidente del Consiglio, non ha mai ricevuto un avviso di garanzia, non è mai stato neanche indagato. Quanti possono dire lo stesso? Le sindache M5s di Roma e Torino governano da due anni e hanno già diverse indagini, addirittura rinvii a giudizio”.

“Di certo nei confronti di Renzi”, continua l’onorevole Anzaldi, ” in alcuni settori della nostra società c’è un odio imbarazzante e ingiustificato, alimentato anche da inchieste taroccate come quella su Consip. Sulla questione della casa, peraltro, viene sollevato un polverone inutile: tutti i dati patrimoniali di Renzi sono pubblici, secondo l’obbligo che riguarda i parlamentari, quindi saranno pubblicati con la denuncia dei redditi. Niente di segreto, solo la solita polemica senza fondamento”.

Fonte: Vita.it

del 2 Luglio 2018

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