Sarà la realtà a sgominare la narrazione governativa (anzi, già lo sta facendo)

Sarà la realtà a sgominare la narrazione governativa (anzi, già lo sta facendo)

Foto LaPresse

La realtà in questo caso è la voce degli imprenditori. Non vi piace? Sembra una cosa di parte? lasciatela entrare comunque nei talk-show del cambiamento, è roba vera, con conseguenze vere. E poi c’è la realtà dello spread, che sale e sale, piano piano, da giorni. Non tenetelo fuori dal talk, non fate spallucce, non buttatela in caciara con battute sul “cosiddetto spread, che ancora non ho capito cos’è”. Non fanno ridere come battute, e questa dovrebbe già essere sanzione definitiva. E non funzionano come spartitraffico da talk, perché poi lo spread, e i mercati finanziari. testardi, ricicciano e fanno marameo e disfano governi. Meglio lasciar entrare una ventata di realtà, cari amici conduttori. Anche per parlare di povertà, ditelo, o lo diranno i numeri per voi, che pur essendo destinatari di tutto il reddito di cittadinanza di questo mondo, con tredicesima e quattordicesima, stando alle classificazione Istat ci si troverebbe dentro, ampiamente dentro, alla soglia della povertà assoluta. E allora la realtà consiglia di dibattere in studio e di inviare telecamere dove il lavoro stenta a produrre reddito, dove non si riesce a investire in attività ad alto valore aggiunto, dove fisco e contributi erodono i guadagni (non ne parlate mai nei talk della realtà dei contributi e parlate sempre del feticcio delle pensioni, ma andate a chiedere a una lavoratore a partita Iva quanto gli pesa la parte contributiva e vedrete che bagno nella realtà). E poi gli sbarchi, quelli veri, che continuano, non quelli respinti a uso televisivo. E la realtà dell’Europa, fatta di consigli tra capi di stato e di governo come quello di oggi, in cui si decide tutti insieme e servono parole ben informate e non pugni a cazzo di cane.

 

Se ne sono accorti anche sul giornale governativo, il Fatto, la realtà storica ha fatto irruzione tra le pagine e ha fatto raccontare, anche con perizia e competenza, che il sistema produttivo italiano è vittima da decenni di sé stesso, della mancanza di investimenti innovativi e di incrementi di produttività, e non dell’euro, delle ragioni di scambio fissate a suo tempo, dello strapotere tedesco, della Bce o di chi vi pare. Che poi, grazie al presidente Roberto Fico, adesso spariscono i vitalizi, e siamo certi che l’eroico portavoce a 5stelle non si farà intimidire dalla class action minacciata da Antonello Falomi e Peppino Gargani e rafforzata dalla micidiale evocazione di una responsabilità individuale e finanziaria in capo proprio al presidente della camera e promotore della cancellazione. E allora, o proseguite, cari conduttori, ma sempre più stancamente, a parlare di quando c’erano i vitalizi, che poi pure le persone che saranno private di qualche centinaio di euro al mese si calmeranno o si affideranno a bravi ricorrenti al Tar o ad altre istanze, oppure ve ne dovrete inventare un’altra. C’è la realtà, che fa cucù, scegliete quella e alè.

 

Fonte: Il Foglio

 

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