COME AUMENTARE LE PENSIONI D’ORO

La battuta era facile e infatti su qualche giornale è diventata un titolo: l’Italia scopre di avere 5 milioni di poveri assoluti e Di Maio propone mezz’ora di Internet gratis. Insomma, mangino brioche. Subito dopo, avendo capito di aver detto la consueta cretinata, ha aggiunto che serve immediatamente il reddito di cittadinanza. Ma non si capisce quale delle 32 versioni finora messe in giro dai 5 stelle e, soprattutto, non si sa con quali soldi. Se l’idea è la solita: e cioè distribuire quote del debito pubblico siamo al ridicolo: a pagare questo reddito di cittadinanza dovrebbero essere i mercati finanziari mondiali. Un’evidente scemenza

Intanto, il suo collega Fico, presidente della Camera, si accanisce sui residui vitalizi (cancellati da Monti nel 2012). In tutto sarebbero poco più di mille, il risparmio di pochi milioni di euro (lo 0,0005 della spesa pensionistica italiana, cioè niente). Insomma, aria fritta. Però, in termini di propaganda fa un certo effetto. Purtroppo, il provvedimento, nemmeno una legge, ma una delibera della Camera, è retroattivo e talmente bizzarro, che è facile prevedere più di mille ricorsi. Insomma, gran perdita di tempo, grande scena, risultati effettivi vicini allo zero.

L’altra grande battaglia di bandiera è quella contro le pensioni d’oro, cioè sopra le 5 mila euro al mese. Anche qui si mette mano alla retroattività (terreno sempre scivoloso). In sostanza, si ricalcolano tutte le pensioni in base al sistema contributivo (dove ci sono i dati….), e quindi si provvede alle relative correzioni.

Gli effetti non dovrebbero essere devastanti. Secondo gli istituti specializzati le cosiddette pensioni d’oro sarebbero 30 mila in tutta Italia e, in media, verrebbero tagliate per 400-500 euro al mese. Se però arrivasse la flat tax, ognuna di queste pensioni si troverebbe a salire di quasi 2 mila euro. In sostanza, la lotta alle pensioni d’oro rischia di tradursi in un clamoroso aumento delle stesse, circa 1500 euro al mese.

Lotta ai mulini a vento? Sì.

Non sanno governare (o non possono) e allora si inventano battaglie di bandiera, buone per impressionare il popolo, ma che spesso (come nel caso delle pensioni d’oro) rischiano di avere l’effetto contrario. E contrabbandano il tutto per “lotta ai costi della politica”. Senza capire che questa, se vera, passa attraverso le riforme: ad esempio, attraverso il dimezzamento di tutte le assemblee elettive.

Esiste poi un progetto ancora più ambizioso: dimezzare nel giro di 10-15 anni lo Stato.

Ma, trattandosi di quattro propagandisti, venditori di aspirapolvere porta a porta, mai letto un libro, è inutile farsi illusioni.

E così si assiste a cose decisamente comiche. Salvini che, dopo aver fatto la lotta alle navi dei migranti, adesso ha imbracciato il fucile contro il riso cambogiano. Colpa? Costa meno di quello italiano, se lo si blocca, il prezzo del riso sale, i nostri agricoltori (che coltivano riso) sono contenti e i consumatori molto meno. Ma che importa: “prima gli italiani” (che producono riso). Dopo quelli che lo comprano.

Il suo amico Di Maio, non contento della confusione disseminata fin qui, propone addirittura dei dazi per proteggere le produzioni tipiche italiane. Chissà quali sarebbero.

Ecco, ci mancava. Oltre che stupidi, anche protezionisti.

In tutto ciò, brilla l’assenza di qualsiasi idea per la crescita e l’ammodernamento del paese.

L’unica cosa a cui sanno pensare è quella di fare nuovi debiti e poi di distribuire i soldi al popolo (ma con quali criteri?). Insomma, si va verso la redistribuzione del reddito (ma quello degli altri, francesi, tedeschi, americani, ecc.).

Il cielo protegga l’Italia.

Fonte: Uomini&Business

di GIUSEPPE TURANI | 

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