L’appello di Gentiloni al centrosinistra: “Ora un progetto alternativo”

E sulla questione migranti ha detto a Repubblica delle Idee: “Di tutto abbiamo bisogno tranne che di un governo aggressivo”

Alla luce del risultato del 4 marzo “abbiamo bisogno dell’impegno, della mobilitazione di tutto l’arco della sinistra: penso che la cosa più urgente per noi sia ricostruire un progetto di alternativa di Governo che deve avere basi sociali, basi politiche: io mi voglio mettere a lavorare per questo”.

A dirlo è Paolo Gentiloni che, intervenendo a Repubblica delle Idee in corso a Bologna, ha analizzato la situazione da cui la sinistra deve ripartire per ricostruire “un progetto fondato: prima o poi ne avremo bisogno, quindi lavoriamoci presto, lavoriamoci insieme”.

L’appello non è solo rivolto alla sinistra ma anche “agli elettori di sinistra”. “Sì, abbiamo fatto anche tanti errori – ha ammesso l’ex presidente del Consiglio – ma dico a chi la pensava come noi e che il 4 marzo non ci ha votato per dispetto che ora si trova Salvini al governo. Riflettano su questo. E adesso dobbiamo ricominciare dalla mobilitazione di tutto l’ampio arco del centrosinistra per ricostruire un progetto alternativo, sociale e politico. No, non faccio profezie su quando ci saranno nuove elezioni, ma dobbiamo essere pronti. Prima o poi servirà e ne avremo un grande bisogno”.

E per Gentiloni il risultato elettorale del Pd è legato a un’altra sconfitta: “Abbiamo perso un appuntamento fondamentale: il referendum del dicembre 2016. È stato un trauma”. Ma poi ha aggiunto: “Negli ultimi 20 anni, nella Seconda Repubblica, chiunque abbia governato in Italia ha poi perso le elezioni, noi abbiamo perso male. Questo sia di monito all’arroganza di chi è arrivato al governo ora”.

Il governo di minacce e promesse

Parlando del nuovo esecutivo Gentiloni commenta: “La verità è che l’accavallarsi di minacce e promesse, senza che il governo abbia fatto una riunione, ci è già costato alcune centinaia di milioni. Vogliamo andare avanti così? Sarà la luna di miele più costosa della Repubblica italiana. Oggi gli esponenti principali del governo italiano sono a fare comizi, anch’io sono in campagna elettorale però non faccio più il presidente del Consiglio: i primi giorni non avrei certo pensato di fare comizi: prima o poi bisognerà anche governare questo Paese, mi auguro”. E aggiunge: “Mai avrei pensato, da piccolo, di fare il presidente del Consiglio. Io non ho avuto luna di miele, chi vince le elezioni ha un altro slancio. Fare il presidente del Consiglio è un grande onore e una grande responsabilità: chiediamo a chi ci governa serietà e dedizione a questo Paese”.

L’Italia al G7 in Canada

Al G7 in Canada, “mi auguro che l’Italia faccia l’Italia, l’ultima cosa che possiamo permetterci è presentarci come un’Italia che tradisce i suoi fondamenti, la sua politica estera e la sua vocazione internazionale. Faccia il presidente del Consiglio dell’Italia che abbiamo sempre avuto in questi decenni a livello internazionale. Se questo governo pensa di rompere il nostro fondamentale delle alleanze si fa una cosa molto pericolosa”, ha detto parlando del summit in corso in Canada.

L’appuntamento si tiene “in un momento delicatissimo per i rapporti transatlantici – ha aggiunto Gentiloni – È un incontro molto importante, occorre trovare un binario per non esacerbare quelle tensioni che in questo momento ci sono, tensioni a livello commerciale”. Nel concreto, aggiunge, “non ho particolari consigli da dare al presidente del Consiglio Conte. Gli faccio gli auguri: io la penso in modo sideralmente diverso dal governo appena nato, ma non credo che le istituzioni siano scatolette di tonno e quindi faccio gli auguri”.

Migranti: “Non abbiamo bisogno di governi aggressivi”

Sul fronte dell’immigrazione, l’Italia ha “ottenuto risultati eccezionali. La politica fatta dall’Italia in questo ultimo anno ha ottenuto risultati straordinari” grazie alla costruzione di un rapporto con la Libia e “ora di tutto abbiamo bisogno tranne che di un governo aggressivo” ha detto l’ex presidente del Consiglio. “Di un governo aggressivo nei confronti di Paesi vicini nel Mediterraneo – ha osservato Gentiloni – aggressivo verso chi professa fedi diverse, di un governo che non si accorge di quanto avvenuto a Rosarno dove è morta una persona che era uno di noi. Un governo aggressivo su queste cose non mi fa sentire più sicuro: un’Italia aggressiva non è una Italia più sicura ma un’Italia in cerca di guai e io non voglio un’Italia in cerca di guai”.

Fonte: Democratica

del 08 giugno 2018

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