Le fesserie di Salvini sugli 11 milioni di italiani che usano psicofarmaci

«Senza un lavoro stabile non c’è prospettiva, famiglia, figli. Non è possibile che il 20% degli italiani usi psicofarmaci, spesso per mancanza di speranza fiducia, prospettive. Contiamo di lasciare ai nostri figli un Paese migliore, con un maggiore indice di sicurezza», così il Segretario della Lega Matteo Salvini uscendo dal colloquio con il Presidente Sergio Mattarellacommentava la situazione politica.

Salvini, gli psicofarmaci e le battute su no tavor

L’uscita di Salvini sugli italiani che sono costretti a fare ricorso agli psicofarmaci ha scatenato molte critiche. C’è chi ha sottolineato che il leader della Lega stava utilizzando persone malate e sofferenti per fare propaganda elettorale. Repubblica ieri faceva dell’ironia sull’uscita di Salvini titolando un pezzo di Alessandra Longo L’ultima trovata è un governo no Tavor con riferimento al noto ansiolitico.

Non tutti però hanno apprezzato la battuta. E nemmeno il fatto che la dichiarazione di Salvini sia stata utilizzata per attaccare gli elettori della Lega che – non si sa in base a quale diagnosi – soffrirebbero di disturbi psichici. Ovviamente è un’affermazione assurda e priva di senso. Ed è davvero dura decidere se siano più squallide le battutine sulle persone malate o se lo sia la strumentalizzazione, dal punto di vista politico, della malattia mentale e del disagio psichico.

Un argomento quest’ultimo sollevato anche dal Dottor Roberto Burioni che su Twitter ha scritto che Salvini – così come per i vaccini – ha le idee un po’ confuse anche sugli psicofarmaci.

salvini psicofarmaci italiani crisi depressione - 3

Il che non significa che non ci siano in Italia molte persone che soffrono e assumono psicofarmaci ma il qualunquismo di Salvini – che istituisce un nesso causale arbitrario tra crisi e sofferenza psichica – finisce per essere un modo di banalizzare la malattia. Se l’intento di Salvini era quello di prendere in qualche modo le difese delle vittime della crisi (o della Fornero, o della mancanza di prospettive) il leader della Lega non ha proprio centrato il bersaglio.

Ma davvero ci sono 11 milioni di persone che assumono psicofarmaci?

Ma la domanda principale, per gli amanti dei dati e non solo, è se i dati di Salvini siano corretti o meno. Il 20% della popolazione italiana corrisponde all’incirca a 11 milioni di persone. Un quinto della popolazione italiana sarebbe quindi in cura sotto psicofarmaci. È una cifra realistica? Il Post ha provato a cercare i dati alla base delle affermazioni di Salvini e ha scoperto che non ci sono indagini che confermano l’esistenza di “11 milioni di malati”. C’è però questo articolo del Fatto Quotidiano del 2014 dal titolo Psicofarmaci, oltre 11 milioni di italiani li usano contro stress e depressione.

Oggi sul Mattino il Dottor Silvio Garattini – direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” – cerca di fare il punto della situazione. Con alcuni importanti distinguo. Innanzitutto, “psicofarmaci” è un termine generico che comprende sia i medicinali utilizzati per la cura della depressione sia gli ansiolitici e le benzodiazepine, ovvero quei farmaci che più che per la cura di una specifica “malattia mentale” vengono utilizzati per curare i disturbi del sonno. Disturbi che possono anche essere provocati da uno stato di malessere psichico (ad esempio la depressione) ma che non necessariamente vengono utilizzati in tal senso.

Secondo Garattini «si calcola non siano più di 3 milioni le persone che assumono regolarmente farmaci antidepressivi e antipsicotici». Bisogna però fare altre precisazioni. Non tutte le persone che soffrono di quelli che vengono chiamati “disturbi psichici” assumono psicofarmaci, vuoi per una certa ritrosia (se non vergogna) ad affrontare il problema davanti ad un medico, vuoi perché seguono altre forme di terapia (ad esempio psicoterapia) che non sempre prevedono il supporto farmacologico. C’è poi da tenere conto del fatto che non tutte le persone che soffrono di depressione sono malate a causa della crisi o della disoccupazione, anche se è indubitabile che la mancanza di lavoro o la difficoltà nel reinserirsi sul mercato del lavoro sia una componente che in alcuni pazienti può far insorgere una qualche forma di depressione.

Anche perché – sottolinea Garattini – a fronte del fatto che il nostro Paese è tra quelli che ha subito i più forti contraccolpi della crisi economica non risulta un evidente aumento del consumo (e delle prescrizioni) di psicofarmaci come invece ci si potrebbe aspettare dalle parole di Salvini.  Curiosamente il paese che consuma più psicofarmaci risulta essere la Germania che è l’economia più solida a livello europeo. Segno forse che le motivazioni economiche non sono le uniche che entrano in gioco. Ridurre la causa di tutti i disturbi psichici – come fa Salvini – alla crisi economica, alla Fornero o alla mancanza di sicurezza è sbagliato. Che in Italia ci siano tante persone arrabbiate, sfiduciate o sofferenti è indubitabile che tutte possano essere etichettate come “depresse” dimostra solo che non si è ancora capito cosa è la depressione, ovvero una malattia. Ma chissà che la boutade di Salvini non serva per poter discutere, anche a livello politico, di misure adeguate per consentire alle persone di guarire dalla depressione.

Fonte: Next Quotidiano – di Giovanni Drogo

del 23 Maggio 2018

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