LA NEO-KASTA ALLA CONQUISTA DELLO STATO

Forse ci stanno prendendo in giro con tutte queste sciocchezze del reddito di cittadinanza e la flat tax. Ai grillini e ai leghisti non gliene importa nulla. Sanno benissimo che non riusciranno mai a fare queste cose e che l’idea di mettersi contro il mercato e l’Unione europea sono solo esibizioni di forza per impressionare il popolo.

La sostanza della guerra politica in corso in Italia è un’altra. C’è una neo-Kasta, quella raccolta intorno alla Casaleggio e alle medie imprese del Veneto, che semplicemente vuole fare fuori la vecchia Kasta (di origine democristiana, Pci, borghesia illuminata) per prenderne il posto. In concreto questa neo-Kasta vuole conquistare lo Stato, e soprattutto in quella parte che maneggia la ricchezza pubblica. Nei prossimi mesi ci sono da rinnovare 300-400  cariche in aziende che in modi diversi fanno riferimento allo Stato: ecco l’occasione per il grande ribaltone.

Ma il progetto è ancora più  vasto.

Oggi si calcola che in Italia siano un milione le persone che di fatto vivono di politica (dagli assessori regionali, ai capi delle aziende municipalizzate, ai deputati e ministri). Non esistono calcoli precisi, ma non si sbaglia se si ritiene che almeno 300-400 mila di queste persone facciano capo al Pd (che ha governato per cinque anni e che comunque ha sempre avuto una presenza importante). La distruzione (progettata) del Pd ha esattamente questo scopo: liberare 300-400 mila poltrone per metterci i nuovi arrivati.

Poi ci sono le assunzioni, a carico dello Stato, di tutti gli attivisti di seconda fila.

Quindi non sono in gioco interessi del popolo, ma quelli della neo-Kasta.

E, purtroppo, non è nemmeno una rivolta di ceti emergenti contro ceti declinanti. Si tratta solo e semplicemente di assalto alla diligenza. Gli assaltatori, su questo è bene essere chiari, non sono portatori di valori importanti: non sono la borghesia che fa fuori la monarchia francese.

Si tratta solo di un’accozzaglia confusa e disomogenea che sta approfittando di un momento di grande difficoltà del paese (non abbiamo ancora recuperato i livelli di benessere pre-crisi) per impadronirsi delle leve di comando. E poi comandare.

Il “cambiamento” grillino-leghista è tutto qui. Non c’è altro.

Con questa chiave di lettura si spiega anche la guerra senza quartiere contro Renzi. Renzi, consapevole che la vecchia Kasta aveva ormai il fiato corto, voleva rinnovare lo Stato e le persone che lo amministrano: il suo governo e le sue nomine negli enti stanno a provare questo disegno.

Ma questo progetto di rinnovamento, nel solco della tradizione, andava a sbattere contro i progetti della neo-Kasta. Da qui la guerra totale a Renzi, che andava distrutto per consentire alla neo-Kasta di correre verso il potere e impadronirsi dello Stato. Cosa che sta puntualmente avvenendo in queste ore

Fonte: Uomini e Busines

di GIUSEPPE TURANI |

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