IL GOVERNO DELLA CARTA STRACCIA

La prima cosa chiarissima è che questo che sta per nascere non è il governo del popolo. E’ una cosa che non si sa bene che cosa sia: rigurgito fascista-populista o abile manovra (condotta da chi?) per destabilizzare l’Italia, l’anello debole della costruzione europea? In ogni caso è una cosa pericolosa e affidata a dilettanti al limite della criminalità. Basteranno un paio di cose.

1- Vogliono chiudere il più grande investimento del Sud, l’Ilva di Taranto, per trasformare i 20 mila operai in mantenuti di Stato o in giardinieri. Bambini e nonni, tutti con stipendio di Stato,  che passeggiano felici nel nuovo parco: invece di tonnellate di acciaio. E’ la nuova meravigliosa Italia. Via l’industria, sotto con giardini e alberi, forse anche da frutto.

2- Nel famoso contratto prima hanno scritto che la Tav Torino-Lione non si tocca, poi hanno sfumato tutto, adesso Di Maio urla che non serve a un tubo, dall’alto della sua accertata competenza ingegneristica: Parigi e l’Ue sono degli imbecilli, che insistono, fortuna che nel mondo esistono Di Maio e la deputata Laura Castelli (forse futuro ministro), vista sfilare sabato nel corteo no-Tav. Insomma, l’opera pubblica più importante oggi in Italia, cancellata. Il collegamento rapido con i cugini francesi (nel quadro di una viabilità ferroviaria che dal Portogallo arriva fino in Russia) viene cancellato da Di Maio e tal Castelli, noti statisti, così rimangono i binari fatti sistemare da Cavour nel 1871 a collegarci con la Francia (ai suoi tempi questi scemi, per fortuna, non c’erano). Ma se ve va anche un valico Liguria-Val Padana, forse perché Grillo su quelle colline deve andare per funghi.

E così si comincia a capire da dove verranno i soldi che intendono distribuire: chi ha fatto i conti dice che vengono cancellate opere pubbliche per 150 miliardi. Lucidate biciclette e cavalli, e preparate la legna per il camino (se lo avete, se no, vi attaccate). La nuova Italia del popolo sarà questa.

3- Un’altra strada per recuperare soldi sono i famosi mini-Bot emessi direttamente dal Tesoro per pagare i fornitori dello Stato e chi ha crediti verso lo  Stato. In sostanza lo Stato si appresterebbe a pagare i suoi creditori con carta straccia: i mini-Bot sono addirittura illegali e comunque di zero valore nel resto del mondo. Se sei fortunato ci puoi comprare un gelato.

Si potrebbe andare avanti per ore. Il nuovo governo, che ancora non esiste, va comunque avanti a colpi di arroganza bestiale (fregandosene di trattati, impegni presi in sede internazionale, ecc.) e trovate (come i mini-Bot, già falliti ovunque). Accompagnati da una sorta di democrazia privata nella quale il Parlamento non conta più nulla, serve solo a distribuire stipendi agli eletti.

Il nuovo presidente, ancora da identificare, non sarà il capo dell’esecutivo, ma il cameriere di Salvini e Di Maio (ma loro di chi sono i camerieri?): dovrà eseguire i loro ordini e destreggiarsi fra i loro ministri, tutti più potenti di lui.

Questo carro di Tespi andrà sicuramente a sbattere contro i conti e contro i nostri partner nel mondo. Si tratta solo di vedere quando e come.

Quel giorno grideranno alla congiura. Ma forse non saranno più aiutati dalle grandi firme della stampa nazionale (ormai in trincea ci sono quasi solo i kamikaze della 7).

Il problema italiano è che, per il momento non esiste un’alternativa. Renzi è andato al mare, in attesa che il tempo lavori per lui (sperando che abbia fatto giudizio e che al suo ritorno il Pd esista ancora, l’esodo è già cominciato). L’altra forza europeista (Forza Italia) un po’ sonnecchia e un po’ lancia strali contro i grillini, considerati figli del fango e buoni al massimo per pulire i cessi, secondo Berlusconi.

Ma, per ora, tutti tranquilli. Come prima di un temporale.

Il fronte no-pop, nel senso di no populisti, per ora è un sogno.

Fonte: Uomini e Business – di  GIUSEPPE TURANI

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