Delrio: “Comitato Lega-M5S come gran consiglio fascismo”

Il comitato di conciliazioni parallelo al Consiglio dei ministri, previsto nella bozza del contratto di governo Lega-M5S, “come il gran consiglio del fascismo, siamo agli organi paralleli ormai…”. Salvini e Di Maio “hanno una cultura costituzionale preoccupante”. Lo dice il ministro uscente Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital. In merito alla bozza di governo Lega-M5S “mi pare orribile – sostiene Delrio – se hanno iniziato a parlare di quei temi non hanno le idee molto chiare, già il fatto che abbiano ragionato” su punti, come l’uscita dell’euro, che oggi dicono superati “mi pare molto, molto grave. Noi siamo d’accordo sul ‘lasciamoli partire’, ma se l’autista è ubriaco e finisce nel burrone è un guaio per tutti”.

Quello che si profila all’orizzonte è un “governo di vera destra in Italia“, per Delrio, infatti, “Salvini ha le idee molto chiare”, dunque l’esponente dem ricorda i legami con Le Pen e Orbàn, “mentre Di Maio ha le idee molto confuse. Quando si mettono insieme due così, la linea la dà chi ha le idee chiare”. Da Lega e M5S il ministro uscente vede “ricette preoccupanti per il paese. La cosa che mi preoccupa di più è quel che manca” in quel programma, ovvero “il lavoro, i meccanismi per crearne mancano completamente. Si parla molto di sussidi e mance, anche sulle pensioni, Berlusconi era anche più generoso, ma il problema sono le nuove generazioni”. In merito alla legge Fornero, invece, sostiene di essere “favorevole” alla sua correzione ma “un altro conto è dire ‘scassiamo i conti pubblici’, con la piccola impresa che fatica a tirare avanti e così non ha più possibilità di accendere un mutuo”.

“Auspico che Lega e M5S non ce la facciano” ad arrivare a un governo”, aggiunge Delrio, secondo cui è lecito auspicare che un esecutivo giallo-verde non nasca “se uno pensa che sia un governo pericoloso per il Paese. Io vorrei che i vincenti governassero con un minino di sale in zucca”, dunque un governo Di Maio-Salvini “non lo auguro agli italiani. Il diritto di provarci ce l’hanno, dunque è giusto lo facciano perché hanno vinto le elezioni e il cittadino deve essere l’arbitro, ma detto questo da qui a dire che debba augurarmi che il governo arrivi in fondo”. “Siamo a 70 giorni di chiacchiere e siamo al nulla, io credo che il ritardo sia legato alla poltrona”, aggiunge l’esponente dem, sostenendo che “c’è l’alternativa del governo istituzionale prevista dal Presidente”, un’opzione, a suo dire, “molto più saggia”.

Riguardo alla tensione all’interno del Pd “non vedo una scissione all’orizzonte – sostiene Delrio – a Martina va detto grazie, l’importante è che la direzione del partito sia quella giusta. Bisogna fare una discussione sui temi, più che sulle persone. Io non mi candido alle primarie”. “Noi abbiamo bisogno di ripartire, di rigenerarci – prosegue – Siamo ancora il secondo partito ma abbiamo perso le elezioni. Credo che il modo con cui ci siamo sempre rigenerati è quello di andare dalla nostra gente – osserva Delrio – Io sono un pasdaran dell’unità“. Renzi? Per Delrio “è abituato a dire le cose che pensa e bisogna abituarsi a dire le cose in maniera diretta e fare un passo indietro se non tutti la pensano come noi”.

Fonte: Adnkronos

del 16 Maggio 2018

 

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