La Lega baluardo dell’omofobia istituzionale

Ieri si è celebrata la giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia e contro ogni forma di atteggiamento pregiudiziale basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, indetta con la risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile 2007.

Numerosi passi in avanti fatti negli ultimi anni dagli ultimi governi nazionali di centro-sinistra con l’introduzione, grazie al lavoro certosino di Monica Cirinnà e Maria Elena Boschi, dell’istituto delle unioni civili, che ha sanato un intollerabile vulnus nella tutela e nel riconoscimento dei diritti sanzionato dall’Europa e con l’emanazione da parte del MIUR, guidato da Valeria Fedeli, del “Piano nazionale per l’educazione al rispetto”, con la finalità di promuovere nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado un insieme di azioni educative e formative volte ad assicurare l’acquisizione e lo sviluppo di competenze trasversali, sociali e civiche, che rientrano nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza attiva e globale al cui interno sono contenute delle Linee guida (art. 1 Comma 16 L.107/2015), che forniscono spunti di riflessione per promuovere nelle scuole “l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le altre discriminazioni”.

Il modello leghista

Di fronte a questo modello di inclusione e non discriminazione si pone come contraltare il modello della Lega che non cela una certa ostilità nei confronti della tutela giuridica delle persone LGBTI.

Oltre a Matteo Salvini, noto per le sue posizioni pubbliche contro la possibile sceneggiatura del sequel del film Disney Frozen che vedrebbe la bionda protagonista Elsa divenire omosessuale, tra le file della Lega salviniana è stato eletto senatore l’integralista Simone Pillon, il fondatore del Family Day, che, oltre a paventare una moderna “caccia alle streghe”, ha fin da subito dichiarato di voler proporre la chiusura dell’UNAR e l’abolizione delle unioni civili.

In riferimento a queste ultime abbiamo memoria dei cinquemila (poi ridotti a seicento) emendamenti che Lucio Malan propose al disegno di legge in discussione al Senato. E nella giornata internazionale contro l’omofobia il deputato leghista Alessandro Pagano si dice nettamente contrario ad una legge nazionale ad hoc, proposta da Monica Cirinnà al Senato e da Alessandro Zan alla Camera, perché l’omofobia è una mera opinione.

Ed ai tanti Pagano che siedono in questo nuovo variegato Parlamento bisogna rispondere che l’omofobia che ostracizza, ghettizza, schernisce le persone LGBTI a livello istituzionale e, financo, normativo, è la peggiore perché nega la cittadinanza sociale e il diritto ad un libero godimento del proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere di tantissime persone nel nostro Paese.

Fonte: Democratica – di Alessia Bausone

del 18 Maggio 2018

 

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