Da Vicenza a Siena prove tecniche di partito unico

È stato definito un patto di desistenza fra Lega e M5S. Il governo giallo-verde non è ancora nato, ma il contratto è ormai pronto. E tra i punti non scritti c’è anche un importante accordo in vista di due appuntamenti elettorali locali a Siena e a Vicenza.
Nelle due città si voterà il prossimo 10 giugno per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale, ma sulla scheda i cittadini non troveranno il simbolo del M5S. Eppure i candidati c’erano (Luca Furiozzi a Siena e Francesco Di Bartolo a Vicenza), le firme erano state raccolte, insomma, era tutto pronto, ma dai vertici è arrivato lo stop: nessuna autorizzazione a presentare il simbolo del Movimento.
Nessuna spiegazione ufficiale, ma non è difficile avanzare ipotesi sulla vicenda. I candidati grillini nei due Comuni al voto rappresentavano un problema per il centrodestra. Alle ultime politiche, infatti, il Movimento aveva superato il 20%, ma ora, alla luce della nuova alleanza è necessario anche togliersi vicendevolmente i bastoni tra le ruote. E questo comprende anche i prossimi appuntamenti elettorali.
È chiaro quindi che l’accordo nazionale prevede un patto di non belligeranza tra i partiti di Salvini e Di Maio anche a livello locale. A Messina, altro Comune in cui si voterà tra un mese, è il Carroccio a meditare l’appoggio al candidato pentastellato. Non è ancora ufficiale, ma se si concretizzasse l’alleanza si formalizzerebbe dichiaratamente.
E tutto questo alla faccia dei militanti, dell’ala ortodossa del M5S che non ha digerito la decisione arrivata dall’altro e di chi ha votato attraverso la piattaforma Rousseau per eleggere il proprio candidato sindaco. A tutte queste persone non è arrivato nemmeno uno straccio di risposta ufficiale alle loro tante domande, alla loro delusione.
È già finita, in nome del governo, l’epoca degli streaming, della coerenza, dell’antipolitica, della trasparenza. È evidente che il Movimento 5 Stelle ha rinunciato ai propri principi fondanti per fondersi definitivamente con la Lega. Benvenuti nella terza Repubblica.
Fonte: Democratica – di Silvia Gernini
del 14 Maggio 2018
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