I DUE CRETINETTI – #SENZADIME

La semplice verità è che siamo stati  presi tutti per il culo (60 milioni di italiani) da due cretinetti: Giggino Di Maio e Roberto Fico. Il primo è quello che aveva mandato al Quirinale l’elenco del suo governo (da paura) ancora prima delle elezioni: sono passati quasi sessanta giorni e nessuno ha visto niente, zero assoluto. E i suoi ministri staranno spiegando faticosamente a mogli, figli e amici come mai non sono ancora ministri con auto blu e segretaria.

Il secondo, Fico, un piccolo demagogo che voleva andare a presiedere la Camera in autobus e che andava al Quirinale a piedi (un combattente grillino,  critico severo di ogni comportamento men che corretto: scontrini, divieti di sosta e altro), ha incontrato la delegazione 5 stelle e Pd e ha detto: missione compiuta. Nel senso che aveva servito lui stesso il caffè agli ospiti. Ma tutto è finito lì.

Due cretinetti, si diceva. Incapaci di vedere più in là del loro naso. Ignoranti come pochi.

Adesso Di Maio strepita perché vuole votare a giugno. Gli hanno dovuto spiegare (lui che aveva già fatto il governo, a casa sua, alla sera) che non si può: non ci sono i tempi tecnici. Ci vogliono sessanta giorni per organizzare le  elezioni (lo stabilisce la legge) e siamo già a maggio: giugno è fra trenta giorni. E Mattarella non ha ancora sciolto le Camere (se mai le scioglierà).

Non solo: nemmeno le elezioni a ottobre sono sicure. Mattarella ne ha orrore, e con ragione. In quel periodo bisogna predisporre la legge di stabilità: se siamo in mezzo a un balletto per fare il governo, chi la scrive? Nessuno. E si va all’esercizio provvisorio? Tutto bloccato.

Ma conviene tornare un attimo indietro a cercare di capire perché Di Maio non è riuscito a fare alcun governo, nonostante lo ritenesse un suo diritto, quasi un investitura dal cielo. Due sono i motivi:

1- I 5 stelle e Di Maio hanno raccolto un sacco di voti praticando la più vasta campagna che si sia mai vista di “character assassination” (distruzione della reputazione) contro l’universo mondo. Dalla critica alla tesi politiche con i grillini siamo passati alla  diffamazione personale. Valga per tutti il “vecchia puttana” rifilato al premio Nobel e senatore a vita, Rita Levi Montalcini. O ancora: che cosa fareste alla Boldrini in macchina soli con lei? Si capisce perché, con queste premesse, alla fine nessuno abbia voluto incontrare Di Maio e ancora meno fare un governo con lui. In sostanza, sono stati i campioni della diffusione del rancore a tutti i livelli. Alla fine tutto questo rancore si è rivoltato contro di loro.

2- Hanno presentato, e insistono, un programma il cui cuore  è il famoso reddito di cittadinanza: uno stipendio mensile di 780 euro a dieci milioni di italiani. Cento miliardi di spesa. Roba da trasformare l’Italia nel Venezuela in una settimana. Quindi assolutamente stupidi, ma anche molto pericolosi. Degli incoscienti che giocano con i destini del paese. Non è vero che sono la “rivoluzione”, come dicono loro: sono la catastrofe assicurata.

Come si  possa uscire da questo imbroglio non si sa. Dipende tutto da quello che deciderà Mattarella (forse addirittura già venerdì).

Resta sul tappeto la proposta di Renzi (uno dei pochi che conserva un po’ di testa): facciamo un governo d’emergenza solo per fare una riforma. E cioè trasformare la Repubblica italiana sul modello francese, con il presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo, in due turni. La sera stessa del secondo turno si sa chi governerà e sceglierà lui stesso il suo governo. Punto e basta.

Ma è difficile che gli diano retta. E per due motivi:

1- La riforma sarebbe saggia e opportuna, ma renderebbe inutili tre quarti dei giochini politici di oggi, e quindi non va bene perché toglie potere ai vari boss, piccoli e grandi. E restituisce il potere di scelta al popolo. Orrore.

2- Obbligherebbe la politica a confrontarsi con i fatti e non con le formule di governo. Come si fa la crescita? Come si cambia la scuola? Che cosa si può fare per il Sud, davvero? Di nuovo, orrore. Meglio perdere tempo a dilettarsi sulle possibili forme di governi improbabili. Questo lo sanno fare tutti, anche Franceschini.,

In più, se volete, c’è il fatto che nessuno, oggi, vuole ammettere che forse Renzi ha ragione. Più comodo descriverlo come un matto e, se si potesse, buttarlo fuori dalla politica. Magari perché una sua zia ha parcheggiato in divieto di sosta o un suo cugino ha trovato un buon impiego.

La stagione del character assassination, della distruzione della reputazione altrui, non è finita, insomma. Ormai si vive in questo clima maledetto. E’ un clima in cui non nasce niente di buono. Ma i grillini ci raccolgono voti. A loro va bene.

Rimarrebbe da capire che cosa ci trovano di divertente o di utile intellettuali, politici e giornalisti in un clima dove tutti sono ladri e furfanti solo perché lo ha detto un grillino che passava da quelle parti.

Fonte: www.uominiebusiness.it –

del 01 Maggio 2018

 

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