Renzi ribadisce: “Mai un accordo con i Cinquestelle” – #SenzadiMe

Il governo con i Cinquestelle non s’ha da fare. In vista della Direzione dem di giovedì 3, Matteo Renzi torna a parlare sulle colonne di Repubblica e in un colloquio con Claudio Tito ribadisce la sua posizione sull’impossibilità del Pd di formare un governo con i grillini.

In serata lo spiegherà in maniera più dettagliata negli studi di ‘Che tempo che fa‘, quando alle 20,30 verrà intervistato da Fabio Fazio nella sua prima apparizione televisiva dopo il 4 marzo.

Ma un’intesa è da escludere. Soprattutto alla luce delle risposte che in questi giorni i militanti democratici gli hanno dato nelle strade della sua Firenze dove l’ex premier ha continuato a scandagliare l’umore degli elettori. La sintesi sembra sia stata sempre la stessa: mai con Di Maio.

Uno dei punti dirimenti è rispettare la volontà di tutti gli elettori, non solo dei suoi: “Se quelli che hanno preso il 37% vanno all’opposizione – dice Renzi riferendosi al centrodestra – e noi con il 18 andiamo al governo, gli italiani si chiederanno a cosa serve votare. Ecco, questo io non me lo voglio sentire dire”.

In ogni caso, come ha riportato lo stesso Tito su Repubblica, l’ex segretario nella direzione di giovedì non porrà alcun veto a un incontro con la delegazione pentastellata: “Nessuno dice che non ci può essere un incontro – ha detto Renzi – Se perfino Kim e Moon si vedono al confine tra le due Coree, volete che non si parlino i democratici e i grillini?”.

Ma il punto è prettamente politico e non personalistico: non si tratta solo delle male parole ricevute dai grillini nei mesi scorsi (Pd mafioso, delinquente o killer ambientale). Banalmente, le condizioni per un’intesa di governo non ci sono e le distanze sui programmi sono troppo grandi.

Per Renzi non si può rinunciare alla legge sui vaccini, lasciare il Jobs Act (solo per citare due esempi) e mettere mano alle tante misure che il governo uscente ha messo in campo. Secondo l’ex premier, “un accordo con grillini non servirebbe all’Italia”. Non solo, non servirebbe nemmeno al Pd: “Se ci fosse un governo con loro, la sinistra scomparirebbe”.

Certo, il discorso potrebbe assumere altri aspetti se il M5s accogliesse il programma del Pd e rinunciasse a Di Maio. Ma come scrive Tito su Repubblica, si tratta evidentemente di paletti tanto invalicabili per i renziani, quanto inaccettabili per i grillini. Sarebbe un negoziato fallito prima di cominciare. “Insomma – ha sintetizzato Renzi – incontriamoci pure, ma non possiamo votare Di Maio. Questo mai”.

L’attesa ora è tutta per la Direzione di giovedì dove finalmente si capirà se la posizione di Renzi prevarrà o se ci sarà un’apertura al dialogo con conseguente passo in avanti sulla strada di un accordo.

A meno, chiaramente, di un’intesa tra Di Maio e centrodestra (anche con Berlusconi) che nel frattempo potrebbe venir fuori. Come d’altronde è già accaduto per le presidenze delle Camere.

www.democratica.com – di Stefano Minnucci

del 29 Aprile 2018

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