“I 5 Stelle usano il Pd per giustificare le promesse che non potranno mantenere”

La realtà?

“Il Pd ha avviato un percorso di riflessione democratico per decidere se aprire il tavolo. Ancora non sappiamo se sarà aperto. Mi pare una differenza sostanziale. Colpisce che non sia stata colta. O sottovalutata”.

Un fraintendimento dovuto alla stanchezza di queste settimane?

“Non saprei dire. So però che in una trattativa così complicata, in piena evoluzione, un fraintendimento del genere da parte della terza carica dello Stato è quantomeno segno di scarsa cautela”.

Insisto: un errore? O è mirato? 

“Voglio credere nella buona fede e faccio il tifo per l’inesperienza”.

E’ capitato anche a lei in queste ore di fare sondaggi on the road?

“Ognuno di noi in queste ore sta ascoltando i propri elettori. E la stragrande maggioranza non ne vuole proprio sapere di un accordo con i 5 Stelle: più di un militante mi ha chiesto: in quel caso, dove restituisco la tessera? Ci sono due ordini di motivi. Uno molto personale, un vero e proprio malessere interiore figlio di questi anni passati in una trincea dietro il fuoco di fila delle loro accuse infamanti, amplificate a dismisura dai social. Una vera violenza. Accuse e insulti che hanno fatto e fanno ancora oggi molto male, uno sfregio costante della persona. Poi c’è una questione legata ai valori: la nostra base sente il peso di essere radicalmente alternativa al Movimento. Per noi democratico non è un aggettivo da mettere accanto alla parola partito ma è la nostra essenza”.

Il suo è un no al dialogo o un no all’accordo?

“Il mio è un no evidente all’accordo perché, al di là delle offese personali che passano in secondo piano rispetto alla politica che si deve occupare dell’interesse collettivo, siamo totalmente diversi sui contenuti e sulle politiche. Non è un caso che in questi anni loro abbiano costruito il consenso contro le nostre politiche, che oggi mi si chiede di rinnegare. Questo non lo posso accettare. Per quanto siamo i grandi sconfitti, i nostri anni al governo sono stati la migliore espressione del riformismo italiano”.

Di Maio ieri ha spiegato di voler partire solo dai temi nell’interesse del Paese. Perché neppure questo è possibile?

“Perché i 5 Stelle hanno bisogno di un alibi, che in questo caso sarebbe il Pd, per poter poi dire che non sono riusciti a fare quello che hanno promesso in campagna elettorale. Ho sentito Di Maio parlare di pensioni, reddito di cittadinanza, conflitto di interessi. I 5 Stelle hanno promesso 780 euro a chi sta a casa e non ha un lavoro, hanno preso molti voti per questo, non lo possono fare e dovranno dare la colpa a qualcuno. Lo stesso vale per l’abolizione della legge Fornero. Così va a finire che il Pd diventa l’alibi perfetto su cui scaricare la loro incapacità di governare. E giustificare le bugie che hanno raccontato”.

Un importante dirigente 5 Stelle, in un colloquio con Tiscalinews, ha definito il Pd come “una bella donna che sa camminare solo sul tacco 12 e non sulle ballerine”. Dove il tacco è palazzo Chigi e le ballerine l’opposizione. In pratica che il Pd farebbe di tutto pur di avere qualche poltrona. Cosa risponde?

“Mi pare che Di Maio stia facendo di tutto pur di avere la poltrona del premier. E’ pronto ad accettare i voti della Lega, il consenso esterno di Berlusconi , persino venire a patti col peggior nemico che è il Pd. Dunque sul tacco 12 ambisce a sfilare il leader dei Cinquestelle”.

Giovedì prossimo, 3 maggio, la Direzione del Pd. Cosa succederà? 

“Penso che dovremo utilizzare questi giorni per arrivare in Direzione con una decisione unitaria. Sarebbe saggio e opportuno evitare conte e divisioni. E fare, anche così, il gioco dei nostri avversari politici”.

In caso di votazione, i no avrebbero la maggioranza? 

“Credo di sì. Ma ripeto: stiamo tutti lavorando per arrivare a una sintesi politica”.

Esiste veramente una fetta di Pd che accetterebbe l’accordo pur di andare al governo?

“Non è una questione di poltrone. Esiste però una parte del Pd che ritiene necessario per il Paese fare anche questo sacrificio. Altri, tra cui la sottoscritta, pensano invece che il tempo della sconfitta, debba essere finalizzato a ricostruire il centrosinistra. Per farlo non ci possiamo certo alleare con Movimenti che invece hanno tra gli obiettivi anche cancellare la sinistra perché si ritengono post ideologici”.

I numeri in politica e in democrazia sono decisivi ma cambiano in fretta. Teme capovolgimenti? 

“Spero di no essendo, appunto, una delle strenue sostenitrici del no. Il mio è un augurio”.

Di Maio ha indicato come prioritaria la legge sul conflitto di interessi. Non ne aveva mai fatto cenno in tutta la campagna elettorale. Perché oggi?

“Ha chiaramente voluto mandare un messaggio a Berlusconi, pare quasi suggerito dallo stesso Salvini. Sono certa che i due, Salvini e Di Maio, continuino a parlarsi in nome di un progetto di governo. Non possiamo dimenticare come si siano spartiti in cinque minuti tutti gli incarichi di peso di Camera e Senato: Fico eletto con i voti di Berlusconi e la Casellati con quelli dei 5 stelle. Tutta questa purezza non la vedo…”.

In realtà Di Maio ha fatto riferimento alla libertà di stampa. A margine, ci è stato ricordato che “tre giornalisti Mediaset sono stati licenziati perché con le loro trasmissioni hanno portato voti a Lega e 5 Stelle”.

“Non mi risulta che i tre giornalisti siano stati licenziati, c’è stato sicuramente un cambio di linea. Per il resto, immaginare i 5 Stelle paladini della libertà di stampa, mi fa molto sorridere. Leggevo proprio oggi il dossier di Reporter sans Frontieres. Ne cito un brano: “Molti giornalisti sono anche preoccupati per la recente vittoria elettorale dei 5 Stelle che spesso attacca i media e non esita a fare liste con i nomi dei giornalisti che non gli piacciono. I giornalisti scelgono sempre più spesso di censurare se stessi a causa della pressione esercitata dai politici”. Aggiungo che parliamo di un Movimento il cui fondatore ha detto che i giornalisti vanno mangiati e poi vomitati. Se non sbaglio, i nuovi parlamentari sono stati briffati dalla comunicazione del gruppo ammonendo che i giornalisti sono il nemico… E il diktat, cui spero si ribellino direttori di rete e autori dei programmi tv, è che i parlamentari 5 Stelle non possono mai confrontarsi con altri ospiti nei talk show. O sono soli o non vanno. A che titolo Di Maio parla di libertà di informazione? E di conflitto di interessi, poi: proprio loro che sono una succursale della Casaleggio ”.

Può spiegarsi meglio?

“Il conflitto di interessi è una condizione giuridica che si ha quando un’alta responsabilità decisionale è in capo a un soggetto che ha interessi in contrasto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità. Ricordo che i parlamentari del Movimento sono obbligati a versare tutti i mesi 300 euro alla piattaforma Rousseau che ha a capo Casaleggio. Per non parlare del blog delle Stelle e tutto quello che ci gira intorno. Come la mettiamo qui con il conflitto di interessi?”

La sindaca di Torino Chiara Appendino, M5s, ha iscritto all’anagrafe il bimbo “nato” da due mamme. L’ha colpita?

“Molto, e in positivo. Ma è anche la prova della loro totale inaffidabilità. I 5 Stelle votarono no alle unioni civili. E bocciarono le Olimpiadi a Roma, facendo un grave danno alla capitale, e oro chiedono i Giochi invernali a Torino. Come ci si può fidare? Qual è la logica?”

In queste ore qualcuno delle minoranze Pd dice:“Renzi ritira le sue truppe dal Parlamento pur di far fallire l’operazione 5 Stelle”. L’alleanza con i 5 Stelle è problema di Renzi o della base?

“E’ un problema soprattutto della base. Chi personalizza, ancora una volta, sul nome di Renzi, in realtà cerca a sua volta un alibi per giustificare decisioni che non sa come motivare. Continuare a dare la colpa a Renzi è un modo di evitare di ragionare davvero e profondamente sulla crisi della sinistra in tutta Europa”.

Se andaste alla conta, quanti veramente seguirebbero Renzi?

“Ancora? Noi siamo fedeli alla nostre idee, a quello che ascoltiamo, vediamo, sentiamo. Stavolta Renzi non c’entra”.

Altri aggiungono che il voto in Direzione, l’eventuale spaccatura, il via libera ad un’alleanza con i 5 Stelle potrebbe essere “l’atto fondativo” di un nuovo partito. L’ occasione che l’ex segretario sta cercando… 

“Capisco che questo possa essere un dibattito giornalistico molto appetitoso. Ma non è come dice lei”.

Fonte: www.notizie.tiscali.it

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