Sparito Grasso in un attimo..sparito Pisapia…Civati Speranza ecc ecc scomparsi D’Alema sparito..

Come spesso vi capita, vi arrotolavate in logorroiche ricerche dei perché, mai nessuno dalle vostre parti inizia dal come si affrontano i problemi e dal come si creino i presupposti per le soluzioni. La Sinistra italiana doveva fondersi con l’esperienza Popolare e Cristiano Sociale, ma il PD vi  ha ridotto all’insignificanza politica. Ora LeU  nato già vecchio rispetto alle attuali urgenze, sempre per tatticismi utilitaristici e personalismi che non avrebbero mai senso quando esiste una crisi profonda e quando serve solo sangue e freddo e coraggio. Il soggetto LeU nato è percepito già vecchio, formato da vecchi arnesi che si riciclano, di fatto, è reale la percezione e con la stima e il rispetto che ho per Bersani,vi servirebbe affiancare volti ed esperienze nuove e aprire una costituente che si allarghi ad altre esperienze politiche di Sinistra.Tipo Potere al Popolo. Loro sono duri e puri, ma portano avanti le istanze storiche della Sinistra e hanno sicuramente drenato quelle percentuali attese da LeU. Ma. Non dovete peccare, come spesso accade alla Sinistra, del solito settarismo, ma aprirvi e unirvi attorno ad un programma politico serio e condiviso, chiamando tutte le forze che si richiamano alla Sinistra, in un unico soggetto politico, che sia guidato da un leader capace e carismatico: utopia? Ma non è stata utopia essere comunisti in questo Paese? Noi siamo un Paese che si dichiara liberista, ma che ha un sistema di protezione tipico dei paesi socialisti.Vogliamo un mercato aperto, ma la protezione dell’art.18, vogliamo il capitale, ma protetti dalla barba di Marx. Io mi rifaccio a Bauman, che più di tutti ha capito il sommovimento sociale in atto. L’individualismo sfrenato, le paure ancestrali del diverso, la difesa del proprio orticello, il nazionalismo di figure politiche che non ricordano i danni prodotti dal connubio con il socialismo. Ecco, abbiamo bisogno di una Sinistra illuminata, che sappia dare risposte agli individui, andando a casa loro per rassicurarli, non twittando e scrivendo chat, ma toccandoli con mano, stando vicini ai volontari, alle associazioni, alle ONG, senza se e senza ma. Solo rifacendo nostre i concetti della Fratellanza, dell’Uguaglianza e del Solidarismo, avrete un futuro.Ma questo ce già e si chiama PD da dove voi siete usciti.

E’ indubbio che la vecchia sinistra si trova davanti a problematiche che indubbiamente fanno tremare i polsi.Conciliare il liberalismo con solidarietà ed uguaglianza non cosa semplice. Dare spazio all’impresa privata, magari aiutandola con interventi pubblici nella ricerca e nel dare possibilità a chi vuole intraprendere, non può non essere disgiunto dalla richiesta che parte di quei proventi o profitti o progressi, vengano poi impiegati utilizzandoli in nome e per conto dei due impegni di cui sopra: solidarietà ed uguaglianza.Come si possa coniugare il tutto, credo che sia la chiave di volta.
Pur non potendosi richiamare al “buonismo” ed alla buona volontà dei singoli. credo che sia sempre e comunque necessario il richiamo ad un “patto gestionale” fra le parti.
Il che dovrebbe presupporre: buonafede, volontà e soprattutto responsabilità !
Un “patto sociale” che metta al primo posto il lavoro.
A mio parere il “lavoro” è la chiave di tutto. Un lavoro disponibile, la cui reperibilità stia in pochi mesi di disoccupazione, potrebbe ridare fiducia e possibilità di spesa. Il che risolverebbe molti problemi. dallo sbarcare il lunario, alla ritrovata dignità di persone che hanno capacità di mantenersi e di mantenere la propria famiglia.
E se negli anni passati i vari “patti sociali” hanno si permesso di superare punti di crisi molto alti, non è più accettabile che superati quelli i vantaggi siano andati solo e soprattutto ad alcune categorie, mentre i meno abbienti non hanno raccolto nemmeno le briciole e per di più si sono visti peggiorare la situazione.
Il prossimo patto sociale che io mi auguro, dovrà mettere al primo posto la condizione delle categorie più disagiate, richiamando tutti, ma proprio tutti, alle proprie e ben distribuite responsabilità.

Purtroppo voi della vecchia sinistra italiana così forte nel secolo scorso, non avete saputo adeguarsi alle nuove necessità sorte nel corso degli ultimi anni.E come quelle aziende che 50 anni fa producevano mangiadischi, sono fallite per non aver inteso i cambiamenti… così pare stia succedendo alla sinistra italiana, e non solo.

La sinistra italiana? Quella guidata da Grasso? Quella in cui ci sono D’Alema, Epifani, Bersani, Speranza, Boldrini, Rossanda? Brave persone (forse) ma fuori dal tempo.
Non si sono accorti che il PCI si è sciolto nel ’94, ben 24 anni fa?
Non si sono accorti che il comunismo è stato condannato dalla Storia?

Ora spero che vista la sconfitta senza se e senza ma, abbiate il coraggio di un vero cambiamento. Soprattutto generazionale. E se, casualmente, non fosse ancora maturo ebbe spero che si faccia in modo che capiti. Compito delle “vecchie” generazioni coltivare e permettere la crescita di nuovi talenti.

Ci sono degli errori di lettura storica e politica che sono veramente gravi.
Ad esempio definire il 94 una sconfitta minore di quella attuale significa non aver capito che il 94 ha aperto il ventennio berlusconiano che ci ha portato sin qui e non comprendere che quella di oggi è una sconfitta che si poteva evitare in questi termini se la vecchia sinistra non si fosse divisa e sin dal referendum.
Ugualmente definire la stagione dell’ulivo come una apertura al cattolicesimo democratico è una banale semplificazione e una rappresentazione della storia politica che parte dal presupposto che il nucleo della sinistra è l’esperienza dell’ex PCI quando invece gli eredi di questo partito si sono ridotti al 3% e il PD con RENZI aspira MERITVOLMENTE tutto intero ad incarnare il riformismo in Italia.

Questo articolo è stato pubblicato in POLITICA SICUREZZA ECONOMIA da bezzifer 

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