Vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni concluso: “Palazzo Chigi spetta a noi”. Ma è scontro sulla conta dei voti

Scontro frontale all’interno del centrodestra sulle prossime mosse in vista del prossimo giro di consultazioni al Quirinale. La polemica si consuma sotto traccia, al termine di un vertice ad Arcore tra i tre leader della coalizione, quando viene diffusa una nota congiunta in cui non si citano i Cinque Stelle e si ribadisce la richiesta a Mattarella di un incarico a un proprio leader, ovvero Salvini. E’ necessario, recita il comunicato, che “dopo anni di governi nati da giochi di palazzo, il prossimo esecutivo sia rispettoso della volontà espressa dai cittadini nelle elezioni dello scorso quattro marzo”.

 Insomma, sulla carta una posizione unitaria, ma la coesione è solo di facciata: appena terminata la riunione fonti di Forza Italia fanno sapere che il centrodestra è unito nel chiedere un incarico a Salvini per un governo che vada a cercarsi i voti in Parlamento. Un modo per stanare il leader del Carroccio e mettere oggettivamente in difficoltà il suo rapporto con Luigi Di Maio, si racconta in alcuni ambienti del centrodestra. Tanto da costringere Salvini a diffonde a sua volta un comunicato in cui chiarisce la sua intenzione di dialogare con tutti “a cominciare da Di Maio” e di non essere disposto a “tirare a campare”. “In settimana – scrive – continuerò a dialogare con altri (a cominciare da Di Maio) l’unica cosa che escludo è di fare un governo insieme al PD, che ha fatto disastri negli ultimi sei anni. Se ci saranno i numeri per governare sarò orgoglioso di farlo, altrimenti – sintetizza – meglio tornare ad ascoltare gli italiani”.

Più tardi, fonti vicine alla Lega – in un estenuante ping pong con Arcore – traducono esplicitamente la nota precedente bocciando senza mezzi termini l’ipotesi che Salvini accetti un incarico al buio, senza avere prima in mano una maggioranza chiara. Insomma, nessuna ‘caccia al voto’ in Parlamento.

Giorgia Meloni, invece, ospite da Barbara D’Urso, conferma che la coalizione punta alla premiership leghista ma poi, sottolinea: “vediamo chi ci sta in Parlamento”. Quindi attacca Luigi Di Maio: “Ha una idea tutta sua della grande ammucchiata…Dice che vuol fare una cosa nuova e cerca un accordo con il Pd…. Vuole riportare al governo chi ha fatto disastri per sei anni. La grande ammucchiata è M5S-Pd”.

Sul fronte opposto, anche Giancarlo Giorgetti, ancora prima che inizi il vertice di Arcore, punzecchia il Cavaliere: “Berlusconi può decidere di fare un discorso orgoglioso, come quello che ha fatto al Colle, ma che però non ha sbocchi politici. Le alternative – osserva il capogruppo leghista su Rai 3 – sono peggiori a quelle che gli abbiamo proposto noi”.

Quindi, auspicando un’intesa con i Cinque Stelle, chiede a Di Maio di evitare ogni “pregiudiziale sulla premiership” esortando tutti al fatidico passo indietro, come segnale di “responsabilità nei confronti il Paese”. Un dialogo difficile, quello tra Lega e M5s, che però sembra non essersi mai interrotto.

Fonte: Huffington Post

del 08 Aprile 2018

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