Lividi e Usuali

Vi siete presentati come la palingenesi del PCI di Berlinguer, il noumeno e il fenomeno della Vera e Unica Sinistra.

Avete sputato sulla comunità da voi stessi fondata, mistificando la vera inconfessabile ragione della vostra fuga: la nostalgia della ditta e delle posizioni di controllo su quel pezzo di vecchio apparato che fantasiosamente definite “la nostra gente”.

Avete rinnegato il principio fondamentale e distintivo del Partito Democratico: il rispetto della volontà della base e delle decisioni assunte a maggioranza.

Avete soffiato sul fuoco della denigrazione di chi si è assunto, anche in vostro nome, l’enorme responsabilità di portare il Paese fuori dall’abisso, associandovi nei fatti e nei toni a una campagna di disinformazione senza precedenti nella storia della Repubblica e spacciando l’immagine risibile di una “deriva autoritaria”.

Avete sabotato il progetto di riforma istituzionale più ambizioso del dopoguerra, frustrando il tentativo epocale di rinnovamento di un sistema costoso e inadeguato alle sfide che noi e i nostri figli dovremo affrontare in questo secolo.

Avete costruito un progetto irrilevante e minoritario, ma distruttivo e corrosivo per l’intero campo progressista, sfiduciando un elettorato per il quale l’unità a sinistra – voi lo sapevate benissimo – costituisce una condizione essenziale di rappresentanza.

Avete puntualmente confermato le più funeste previsioni sul vostro progetto politico il giorno dopo il voto, mettendo in piazza tutta la fragilità di una leadership sintetizzata in provetta insieme alle patetiche rese dei conti tra “dirigenti”. Non contenti, proiettate le vostre miserabili contraddizioni sulle migliori esperienze di governo locale, come nel caso della Regione Lazio.

Prima che ci si dimentichi di quanto sciagurata sia stata quest’avventura e di quanti danni essa abbia recato al Paese, desidero che ai suoi protagonisti, e in particolare a Massimo D’Alema e a Pierluigi Bersani, giunga l’espressione del mio più sincero disprezzo politico. Meritate fino in fondo l’oblio nel quale siete già caduti, e la condanna della storia; essa, purtroppo, non potrà risarcire le disgrazie che già si profilano al nostro orizzonte e delle quali nessuno potrà togliervi la responsabilità.

Fonte: Politica per Dilettanti

del 28 Marzo 2018

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