L’aria si scalda. Attacco di Orlando a Renzi, Delrio per il Congresso

Duro attacco di Andrea Orlando all’ex leader del Pd: “Renzi deve decidere: se ritiene che la colpa di questa sconfitta non sia la sua, che sia la mia o dei cambiamenti climatici, allora deve decidere di ritirare le proprie dimissioni e continuare a esercitare il mandato avuto dagli elettori. Se invece, come ha detto, si assume non dico tutta la responsabilità ma almeno una quota significativa, e ne trae come conseguenza quella di arrivare alle dimissioni, allora deve consentire a chi pro tempore ha avuto l’incarico di poterlo esercitare”.

Le parole del ministro della Giustizia, pronunciate all’uscita di palazzo Chigi dove si è tenuto il Consiglio dei ministri, rivelano l’irritazione per la notizia della riunione che ieri Renzi ha tenuto con alcuni suoi fedelissimi dove, secondo alcune ricostruzione giornalistiche, sarebbe stato messo nel mirino Maurizio Martina, attuale “reggente” e candidato alla segreteria all’Assemblea del 21 aprile.

E anche Gianni Cuperlo, altro esponente della minoranza, ha criticato la riunione dei renziani: “Non sono stupito né mi indigno perché esistono le correnti, ma non e’ il modo giusto per avviare una discussione che ci porterà all’assemblea del 21, dove penso ci siano tutte le condizioni per confermare Martina in questo suo incarico gravoso”.

Ed è proprio guardando a questa riunione che nel Pd si comincia ad immaginare il percorso futuro del partito. Graziano Delrio ha detto che “a Martina è stato chiesto il sacrificio di portare il partito all’Assemblea dove si deciderà se eleggere il nuovo segretario o se fare il congresso. Io sono a favore di quest’ultima soluzione” .  L’obiettivo è quello di “guardare alla sostanza delle ricette per il Paese. E al riguardo chiarisce che il partito dovrebbe porsi in maniera “più critica” rispetto a certi modelli di sviluppo, come quelli che riguardano la delocalizzazione delle imprese e i salari.

Fonte: Democratica.it

del 06 Aprile 2018

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