L’ATTACCO GRILLINO AL PARLAMENTO

Questa storia dei grillini parlamentari che rinunciano a questo e a quello (ma non ai rimborsi, furbissimi) ha un po’ rotto. E è una cosa anche pericolosa. Si cerca di far passare l’idea che la politica sia il male e che quindi tutti i soldi spesi per pagare i parlamentari siano denari buttati. E anche che in questo modo (“tagliamo i costi della politica”) si fanno risparmiare soldi allo Stato. Soldi che possono essere spesi per cause più meritevoli (reddito di cittadinanza?).

In pratica, con la rinuncia a questo e a quello i grillini tendono a far passare l’idea che la politica, come la conosciamo sia inutile e troppo costosa.

I padri costituenti, che proprio stupidi non erano, avevano un’idea diversa della politica e quindi disegnarono un parlamento che era al riparo da assalti esterni (magistratura e gruppi di pressione) e con deputati autosufficienti economicamente.

Con il tempo, le garanzie verso i poteri esterni (magistratura) sono state molto affievolite. Adesso i grillini tentano l’ultimo colpo: e cioè trasformare quello del deputato in un lavoro di terza categoria. La scusa è quella di “tagliare i costi della politica”.

Ma è una frottola. Il vero obiettivo è ridurre il parlamento a una specie di assemblea di condominio.

Se si vogliono tagliare i costi della politica, bisogna riformare la Costituzione, ad esempio cominciando con l’abolizione dell’inutile Senato. E poi magari riducendo il numero dei parlamentari e dei membri di tutte le assemblee legislative.

Ma i grillini, convinti che il futuro sia della democrazia diretta (quella cioè che passa attraverso la piattaforma Rousseau, gestita da un’azienda privata), non perdono occasione per umiliare la funzione parlamentare.

Salvo poi farsi rimborsare somme più che rilevanti dallo stesso parlamento.

E’ ora che chi crede nella politica cominci a protestare. Il buon politico non è colui che rinuncia a parte della sua remunerazione, ma colui che fa buone leggi. Anche perché i risparmi così ottenuti, su 800 miliardi di spesa complessiva dello Stato, sono assolutamente ridicoli e irrilevanti.

Fonte: Uomini & business

di G.T – del 03 Aprile 2018

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