Pur di arrivare a Palazzo Chigi ora Di Maio loda pure i ministri Pd. Ma ecco cosa hanno detto in cinque anni a Franceschini, Minniti e Martina

Il primo interlocutore del M5s “è sicuramente il Pd con l’attuale segretario e con le persone che in questi anni hanno lavorato bene. Noi non abbiamo mai detto che sono tutti uguali: molti di noi hanno espresso apprezzamenti per l’operato all’Agricoltura di Martina e per Minniti e Franceschini“. Ha detto proprio così, Luigi Di Maio, durante l’ultima puntata di Di Martedì. Eppure, basta andare indietro nel tempo, giusto di poche settimane, per imbattersi in toni decisamente diversi rispetto alla ricostruzione fatta davanti a Floris. Di apprezzamenti nei confronti di FranceschiniMinniti e Martina, non c’è traccia, non se ne trovano proprio. Si trovano, invece, decine di attacchi, denunce di fallimenti, richieste di dimissioni, persino l’annuncio di mozioni di sfiducia.

 Come spiegare, dunque, la macroscopica differenza tra le parole del Di Maio pre 4 marzo e il Di Maio post 4 marzo? La ragione è chiara: si chiama voglia di poltrone. Una voglia così irrefrenabile da far perdere a Di Maio, non solo il pudore, ma anche la memoria.

Ecco una sintetica rassegna di attacchi, insulti e invettive contro quei ministri Pd che ora Di Maio dice di apprezzare:

Contro Franceschini

Di Maio a Franceschini: “In questo governo facciamo molte cose di sinistra? Sono d’accordo. Una di queste è storica: mantenere in vita Berlusconi.” (30 agosto 2013)

 Liuzzi: “Il decreto di Franceschini è l’ennesimo gentil dono alle lobby dell’audiovisivo e alla Siae.” (21 luglio 2014)

Di Maio: “A Renzi toglietegli il vino! Faccio notare che tra i suoi ministri (tra cui Franceschini e Alfano) e i candidati alla Regione (come De Luca) c’è gente da 20 anni nelle istituzioni a spese degli italiani.” (27 maggio 2015)

 Parentela, Nesci, Morra: “Dopo lo scempio di Capocolonna Dario Franceschinilasci il suo posto di ministro dei Beni culturali a persona più capace e, soprattutto, non bugiarda.” (22 aprile 2015)

M5s cultura: “Il Tar ha messo a tacere la superficiale arroganza del ministro Franceschini.” (30 giugno 2016)

Di Maio a Franceschini: “Al Ministro Franceschini non gliene frega niente della cultura, gli interessa solo far quadrare i bilanci.” (6 maggio 2017)

Di Battista: “Politico significa mettersi a servizio della tua comunità per un tempo limitato. Non puoi stare tutta la vita lì dentro, nel Palazzo, come Franceschini, la Finocchiaro e Napolitano.” (17 novembre 2017)

Contro Minniti

Di Maio: “Minniti gioca a fare lo sceriffo di destra nell’ennesimo governo di sinistra nato in provetta, che in Libia ha registrato un flop clamoroso e ha portato a un aumento vertiginoso degli sbarchi.” (17 giugno 2017)

Di Maio: “Io non voglio le scuse, voglio i fatti. Io mi sono vergognato di vedere Gentiloni e Minniti andare a dei vertici per chiedere aiuto all’Italia e tornare con i compiti a casa.” (9 luglio 2017)

Tofalo: “Il governo italiano, nelle persone di Paolo Gentiloni e Marco Minniti, ha fallito completamente tutta la vicenda libica considerata strategica e legata alla sicurezza nazionale del nostro paese.” (12 gennaio 2017)

Tofalo: “(Sulla Libia) Fallimentare la nostra politica estera, fallimentare l’azione di Renzi, Gentiloni, Minniti e Alfano. Le conseguenze, ahimé, le pagheremo tutti.” (25 luglio 2017)

Di Battista: “Delrio dice una cosa, Minniti ne dice un’altra. Per capirli ci vuole uno psicanalista.” (11 agosto 2017)

Tofalo: “A Salerno si è ormai arrivati oltre quota 26 sbarchi, con questo di oggi che non sarà certo l’ultimo: è ormai evidente a tutti il fallimento della cosiddetta cura ‘Minniti‘, un vero e proprio flop.” (5 novembre 2017)

Contro Martina

Di Maio a Martina: “Il Ministro Martina alle mie osservazioni ha risposto che si tratta di ‘necessaria fiscalità’. Caro Ministro, l’unica cosa ‘necessaria’ sono le elezioni per mandarvi a casa il prima possibile. Ribadisco il mio invito, agricoltori di tutta Italia, unitevi.” (28 ottobre 2015)

M5s Senato: “Mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle per il titolare del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina per i molteplici errori di responsabilità politica nella gestione e coordinamento sulla vicenda Xylella.” (14 gennaio 2016)

Caso-Montevecchi: “Il ministro Martina, che si è prodigato in vaghe rassicurazioni e che sui problemi delle stalle e degli allevatori ha svolto riunioni che non hanno sortito effetti risolutivi, non può sottrarsi a un giudizio sul suo operato che consideriamo da un lato negativo, dall’altro ininfluente.” (24 gennaio 2017)

Fonte: HuffingtonPost – del 04 Aprile 2018

Blog di Michele Anzaldi

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